martedì 20 gennaio 2015

Day of the Mummy: La VERA maledizione della Mummia



Le mummie fanno parte dei mostri classici della Universal, ma sono un po’ i figli della serva, quelli che non si caga mai nessuno.



Si perché i Vampiri hanno potuto contare su tutti i migliori registi Horror e non, a dare forza e lustro al loro mito, e ora che “Twilight” lì ha sovraesposti, è già cominciata la gara per chi riporterà i vampiri al loro vecchio splendore…se mi metto a fare nomi di bei film con i Vampiri, finisco tra due giorni.

Poi ci sono i Licantropi, un po’ meno fortunati, ma anche loro MOLTO ben rappresentati da un paio di registi capaci di fare reparto e determinare, praticamente da soli, tutta l’iconografia, certo se ti affidano ai miglior Joe Dante e John Landis (Yeah baby!), non ti serve altro. Anche qui, se mi metto a fare titoli di film con i Lupi Mannari, non ci metto due giorni, ma ci sale a tutti il licantropo…no, volevo dire la scimmia.

Mostro della laguna nera? Pochi film ma fondamentali, e secondo me è il prossimo personaggio che merita di essere recuperato come si deve.

Fanalino di coda? Le Mummie, perché le Mummie non fanno paura? Sono zombie bendati in pratica, forse per quello, dai fuoco alle bende e ti liberi di loro, facendogli fare anche una discreta figura di niente, certo anche tu, vai in giro arrotolato nella carta da culo, ecco, secondo me non è nemmeno questo il problema peggiore della Mummie, il problema peggiore è che se gli altri mostri, hanno avuto i migliori nomi, le Mummie devono ancora liberarsi dall’ombra dell’ultimo che ha provato a rilanciarle al cinema…se il tuo regista di riferimento si chiama Stephen Sommers, allora è giusto che tu voglia bestemmiare il Dio Anubi.


No, tutto ma non un altro Stephen Sommers...

A mio avviso le Mummie potrebbero ancora fare paura al cinema, quindi quando mi sono trovato davanti “Day of the Mummy” ho detto…bah, poi ho scoperto che c’era anche Danny Glover, e senza nemmeno pensarci stavo guardando il film.

Cosa dire, Johnny Tabor ci prova ad aggiornare l’estetica delle Mummie, solo che sbaglia tutto, ma proprio tutto.

Di fatto fa un found footage, o meglio, scompare un archeologo, e il ricco e facoltoso Danny Glover, in vestaglia da camera porpora nemmeno fosse Hugh Hefner (Sta in vestaglia per TUTTO il film, e secondo me è anche il modo con cui l’hanno convinto a partecipare) assolta altri archeologi, per andare a cercarlo, ma prima, gli fornisce degli occhialini Hi-Tech, con cui seguire la loro spedizione da remoto…

Questo giustifica la solita camera a mano traballante tipica del found footage, e il fatto che i protagonista continuino a filmare, perché di fatto è quello che stanno guardando, in pratica trasforma tutto il film in un videogames sparatutto in soggettiva…senza fucili (Bah!) insomma un video gioco POV…o un Porno POV senza scene di sesso (O Poppe, così lo sapete) vista la qualità finale del film.

La cosa bella è che il faccione di Danny Glover spunta nelle inquadrature come un Pop-Up su Internet, che invece di proporti moglie russe o di cambiare assicurazione auto, dice frasi di circostanza relative alla missione: Fate attenzione a muovervi al buio, oppure, l’aria nelle tombe Egizie non è respirabile, ma anche, rosso di sera, bel tempo si spera, o mettiti la maglia di lana altrimenti ti ammali, il tutto recitando con la faccia di chi si, è in vestaglia nel soggiorno di casa sua, ma comunque sta pensando “Ma come ci sono finito io a fare ‘sta roba? quasi quasi vado a bermene un paio con Mel”.


Ti prego Mel aiutami, mi tengono prigioniero nella villa di Playboy

Voi direte, ok, in esplorazione in una tomba egizia, con i loro occhiali Hi-Tech…gli lanceranno addosso Mummie come se fosse il giorno della svendita mondiale delle bende? No, perché di Mummia se ne vede una sola, e pure per poco tempo…il tempo di fare due facce, e strisciare minacciosa verso uno dei protagonisti, e poi sparisce…bah!

Si perché Johnny Tabor che è anche l’autore delle script, pensa che a qualcuno freghi qualcosa dei drammi interiori dei protagonisti, in un film dove una spedizione di salvataggio, è incastrata in una serie di cunicoli bui, che guarda caso, sono il soggiorno di casa di una Mummia incazzata su con il mondo, perché a lei, nessuno ha dato una vestaglia da camera porpora come quella di Danny Glover, no! Decide che i suoi protagonisti, devono stare fermi a parlare tra di loro, inquadrandosi con occhiali che costano l’equivalente dei prodotti importati ogni anno dall’Egitto, bravo Tabor, bella idea!

Il risultato è un film dove non c’è un minimo di tensione nemmeno per errore, dove la mummia si vede poco e male, è quasi tutto il tempo la gente…parla.

Nel finale poi, a Johnny Tabor inizia a mancare il found footage, quindi inizia a muovere la camera a caso, inquadrando piedi, terreno che scorre, cose fuori fuoco, in un tripudio di “Oh my God!” che per quanto mi riguarda ormai è la colonna sonora di TUTTI i found footage.


Cara ho già i miei problemi, un tappeto sulla spalla e Danny Glover nelle orecchie...

Pericolosamente a corto di soldi, idee e soprattutto Mummie, il film termina frettolosamente (Per fortuna) e ci lascia con una consapevolezza, no, nemmeno questa volta le Mummie sono state rilanciate al cinema, in più ora, per ritornare a giocare in Serie A, dovranno non solo far dimenticare i film di Stephen Sommers, ma anche quello di Johnny Tabor.

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