lunedì 2 febbraio 2015

John Carpenter’s Lost Themes (2015): Suonala Giovanni, suonala


Creaturine della notte (o delle note),
Non avete idea di quanto io sia felice di poter sfoggiare il miglior utilizzo possibile del genitivo sassone, in un titolo di un post: John Carpenter’s

Si perché qui alla Bara, Giovanni Carpentiere gode di illimitata stima e profondissima ammirazione, ora, potrei trasformare questo Post in un mero elenco di titoli presi dalla filmografia del regista, o tediarvi nel tentativo di riassumere in poche righe, cosa rappresenta John Carpenter e il suo cinema per il sottoscritto. Non ci provo nemmeno, ma vi dico una cosa: qui sulla Bara si parlerà di Giovanni Carpenter, lo si farà diffusamente, è una promessa, ma suona come una minaccia, stay tuned, anzi… Restate Tonnati!

Ora, sappiamo tutti che il baffo ultimamente si è dedicato a tempo pieno al divano di casa sua e alla partite della sua squadra del cuore: i Los Angeles Lakers.

Per nostra fortuna, i giallo viola sono reduci da due stagioni in cui hanno fondamentalmente raccolto risate e la stagione in corso non promette niente di diverso. Pensate, fanno così schifo, che persino il nostro John ha deciso di alzare il culo dal divano e dedicarsi al suo album di debutto: è uscito il 2 Febbraio, si intitola Lost Themes, anzi… “John Carpenter’s Lost Themes”.

Composto nella comodità della sua casa (mi immagino posaceneri traboccanti di mozziconi) con la collaborazione di suo figlio Cody Carpenter (leader della band Ludrium) e il suo figliastro Daniel Davies (compositore delle musiche per “I, Frankestein”… Non mi fate dire altro su quel film please).
Giovanni ha rimesso mano a tastiere e sintetizzatori, sfornando un disco con nove bravi originali, perfettamente in linea con le colonne sonore composte per i suoi film. In questo album si sentono gli anni di esperienza e il risultato è decisamente Old-School, qui sotto trovate la tracklist:

01 - Vortex
02 - Obsidian
03 - Fallen
04 - Domain
05 - Mystery
06 - Abyss
07 - Wraith
08 - Purgatory
09 - Night

"Fammela più sinistra quella nota, tu, più alto quel basso"
Visto che me lo sto sparando in vena da qualche giorno, aggiungo anche un breve commento sui singoli pezzi:

Vortex: pezzo che parte fortissimo e fa salire un discreto fomento, le tastiere di Giovanni entrano forti, ha qualcosa di “1997 Fuga da New York”, ma con più chitarre…brutto?

Obsidian: è il pezzo con l'attacco iniziale più potente, suona decisamente sinistro, ritmo trasportante, è senza ombra di dubbio una delle tracce più incisive del disco, vi resterà in testa già dopo il primo ascolto.

Fallen: un inizio che mi fa quasi pensare ad un Western, ma verso metà si gioca un cambio di tempo che levati, ma levati proprio… Fighissimo!

Domain: questa è una delle mie tracce preferite del disco, in sottofondo se ascoltate bene si sente un rumore costante, tipo denti digrignati, sono i Goblin di Simonetti, affetti da rosicante bruxismo, perché Giovanni gli ha fatto le scarpe. Tastiere urlanti, sono giorni che continuo a fare paaa raa raa raa! Raa! paaa raa raa raa! Raa!

Mystery: il titolo riassume bene l'atmosfera del pezzo, vi guarderete attorno in ansia per quattro minuti e qualcosa.

Abyss: forse il pezzo più evocativo, sa proprio di male che sorge, si avverte la costante minaccia, provate a ritrovarvi la sera, per strada, a dover correre dietro al bus per non perderlo, con questo pezzo nelle orecchie, vi sentirete il protagonista di un Horror che scappa dal mostro… Un' esperienza di vita vi giuro!

Wraith: indubbiamente il brano più Old school di tutto il disco, capace di salvare un Horror medio dall’oblio con la sola presenza nella soundtrack.

Purgatory: inizia quasi malinconico, poi comincia un ritmo ossessivo tipicamente Carpenteriano, sembra di sentire proprio l'orrore che striscia fuori dal pozzo dove si era rintanato, finale trascinante, quasi epico.

Night: ascoltandolo ho pensato ad atmosfere urbane, rigorosamente notturne come titolo impone, sa un po’ di “Distretto 13”, poi però si gioca un riff che ti si pianta sotto pelle e non ti molla più.


"Questo disco è stato composto usando QUESTE mani"
Per concludere vi riporto un commento di Giovanni stesso, riguardo a questo disco:

“Il miglior modo per descrivere quello che abbiamo fatto è una serie di ‘sampler’ per colonne sonore. Sono piccoli attimi di musica per film che abbiamo immaginato. Adesso, noi speriamo che ciò inspiri la gente a creare film che possano usare queste musiche.”

Ecco appunto, perché dovrebbe essere qualcun altro? Ascoltando “Lost Themes” viene una voglia pazzesca di vedere i nove film da abbinare a questi brani.

Oh Giovà! Se par caso volessi essere tu stesso a dirigerli, non si offende nessuno, anche con comodo, con i tuoi tempi, tanto parliamoci chiaro, finché i Lakers saranno costretti a pagare quella cifra Kobe Bryant, non andranno da nessuna parte in campionato, quindi se ti va, le colonne sonore sono già pronte, quando vuoi, questa Bara Volante aspetta solo te.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...