venerdì 17 aprile 2015

Beneath: Manifesto ecologista scritto col sangue (di Teenager)


Continuo la mia mini retrospettiva dedicata al mio nuovo amico Larry Fessenden, questa volta all’ultima fatica del nostro, preparate il pranzo al sacco e il costume da bagno, Larry ci porta tutti in gita al lago!

Beneath è prodotto da Chiller, un canale TV via cavo simile a SyFy, non stiamo quindi propriamente parlando della HBO, il budget a disposizione è quello che è e bisogna anche dire che si vede. A differenza dei suoi film precedenti, in questo caso Larry non è sceneggiatore e si trova per le mani uno script che più convenzionale non si può, i protagonisti sembrano una collezione di luoghi comuni dei film Horror alle prese con svolte di trama non propriamente originalissime. Disastro annunciato? Non finché il vecchio Fessenden può dire la sua…

Un gruppo di adolescenti organizza una gita in barca sul lago, la squadra delle vittime sacrificali schiera i seguenti giocatori: la biondina facile, l’amica mora bruttina, il Quaterback, suo fratello minore tutto muscoli e complessi da secondo genito, il nerd fanatico di cinema che filma TUTTO con la sua camera da polso (waterproof) e il taciturno che capisce le cose prima degli altri. Un attimo prima di mettere la barca in acqua, può mancare l’anziano inquietante che ammonisce i giovani? Assolutamente no! E in questo caso è interpretato dal mitico Mark Margolis, ormai per tutti il “Tio” Salamanca di “Breaking Bad” (Ding! Ding! Ding!).


"Breaking BAD! Devi darmi ascolto ragazzo, io ho fatto Breaking BAD!"
Guardando “Beneath” ho pensato: non sarà mica l’ennesimo Slasher ambientato in prossimità di un lago vero? Ma appena ho realizzato che uno dei ragazzi in gita (l’amica bruttarella) nel film si chiama Deborah Voorhees ho capito tutto: sì, Larry Fessenden è pazzo e sì, questa volta il template di riferimento è proprio Venerdì 13, ma con un grosso pescione mutante al posto di Jason.

Come già detto parlando dei film di Crazy Larry, il suo favoloso The Last Winter prendeva come riferimento “La Cosa” di Giovanni Carpentiere, mentre Wendigo, seguiva le orme tracciate nella neve dallo “Shining” di Kubrick. Qui invece quel burlone di Fessenden decide di smontare tutti i luoghi comuni degli slasher, prendendo come modello di riferimento uno dei più celebri esempi di questo genere ed applicare il suo messaggio ecologista, su una sceneggiatura che in mano a registi meno capaci, sarebbe stata di una banalità vergognosa.

Aveva ragione Roy Scheider: "You're gonna need a bigger boat"
Senza mai urlarlo ai quattro venti, ma suggerendolo sempre in modo sottile, Fessenden riprende il tema del surriscaldamento globale che gli sta tanto a cuore. I ragazzi inquinano il lago, colpevoli di quella mancanza di rispetto nei confronti della natura, con cui li ammoniva il vecchio Mark Margolis ad inizio film. Per tutto il tempo non fanno altro che buttare in acqua, rifiuti, monezza varia e pezzi di remo spaccati, nei momenti più tranquilli, si mettono a sparare dei fuochi d’artificio a pelo d’acqua, seminando spazzatura e idiozia. A punirli ci pensa l’arrivo di un pescione mutante!

Ora, se voi stesse tranquilli a casina vostra e un gruppo di adolescenti esagitati iniziasse a spaccarvi le balle seminando sacchetti di patatine nel soggiorni di casa vostra vi incazzereste? Esattamente come la maggior parte dei mostri cinematografici, il nostro amico anfibio vorrebbe solo essere lasciato in pace, onestamente io non riesco a non schierarmi dalla parte del pinnuto.

La sua prima apparizione a pelo d’acqua, è l’equivalente sottomarino di quando chiedi gentilmente al tuo vicino di casa di smettere di ascoltare Phil Collins alle tre di notte. I ragazzi rispondono mossi da paura (e ignoranza) colpendolo in testa con un remo. La cosa bella di tutto questo, è che si stupiscono pure quando il pesce inizia a prenderli sistematicamente di mira.


Un film che vi farà amare la montagna.
Quando il pescione prima divora l’altro remo e poi azzanna il porta birre usato come alternativa per remare, il muscoloso della compagnia scoppia in un “Are you kidding me?”, l’unico stranamente tranquillo è il taciturno. Immaginatevelo come un ragazzo dai tratti e dai capelli simili a quelli di un nativo americano, più in generale sembra il Johnny Depp giovane di “Platoon” o ancora meglio “Nightmare - dal profondo della notte” (guarda un po’? uno Slasher), non è ben chiaro come mai sia così tranquillo, ma sottilmente (e un po’ forzatamente bisogna dirlo) attraverso questo personaggio Fessenden cerca la continuità nel suo cinema.

"Quando sarò grande farò tantissime faccette, proprio come Johnny Depp"
Il ragazzo porta al collo un dente (di pesce?) che ricorda molto il totem del bambino di Wendigo, quindi contribuisce a rimandare ulteriormente alle tradizioni dei nativi Americani, di cui Fessenden è studioso e appassionato. Al pari di The Last Winter, anche qui un animale/totem torna a vendicarsi dei soprusi fatti dall'uomo sulla natura, sì, perché il pescione gigante, ha tutte le caratteristiche di un pesce abissale, ma vive tranquillamente nell'acqua dolce del lago. Che ci fa un pesce di quelle dimensioni in un lago in mezzo ai boschi? La risposta, non detta, ma suggerita è che il massacro delle regole ambientali perpetuato dall'uomo, fa sì che una creatura abissale, si manifesti nella finzione cinematografica in un lago, mossa da desiderio di vendetta. Ricordatevelo la prossima volta che buttate la plastica nel bidone dell’indifferenziata…

Il pesce è talmente Naif da fare tenerezza, ti viene da pensare al povero palombaro, che per tutto il tempo delle riprese, è stato sott'acqua a muovere il mamozzo del pesce, che di suo ha solo due movimenti animatronici: uno per agitare la coda, l’altro per dilatare le pupille. Eppure spremendo i centesimi del budget e mostrandolo poco con le giuste inquadrature, Fessenden riesce a sospendere l’incredulità, trasformando la barca in una mono location, dalla quale non si può uscire… Almeno senza essere divorati vivi. A giudicare dalla buona fattura delle inquadrature a pelo d’acqua, del modo in cui il sangue delle vittime si sparge nel lago, viene da pensare che Larry sia andato a studiarsi anche un altro classico, ovvero “Piranha” Joe Dante (sempre sia lodato!).


Il regista e il protagonista del film, durante un momento di svago sul set.
Fessenden riesce a rendere claustrofobica anche una barca in un lago, durante una bella giornata di sole, ma soprattutto riesce a non annoiare mai grazie ad un buon ritmo. Sottilmente ti rendi conto di stare guardando un film di una banalità esagerata, ma di fatto, ti godi ogni svolta, ogni ammazzamento e il risultato è divertentissimo.

Il vero colpaccio Crazy Larry lo piazza giocando con i protagonisti: in uno slasher classico, i più odiosi di solito muoiono per prima e ti aspetti che i puri di cuore siano quelli a salvarsi, non vi dico altro per non rovinarvi la visione, ma sappiate che Fessenden ha mescolato pesantemente lo schema delle uccisioni.

Una seria candidata ai prossimi Darwin Awards.
Per tutto il tempo i protagonisti non fanno altro che rivelarsi per quello che sono: egoisti, spesso codardi, ossessionati da qualunque cosa, tranne che dal pericolo imminente. C’è chi deve riprendere con la telecamera a tutti i costi e chi è convinto che una questione di corna sia prioritaria rispetto a non fare la fine di Pinocchio mangiati dal grosso pesce (ok lo so, le balene sono mammiferi dai! Ci siamo capiti!).

La barca è un metaforone: i protagonisti non vanno avanti perché sono troppo ancorati a tutti quei valori sbagliati dell’adolescenza e alla mancanza di rispetto per la natura. Più i dialoghi si fanno snervanti, più fai il tifo per il pesce, in quella che diventa a tutti gli effetti un'apologia ambientalista scritta con il sangue.
A differenza degli altri film di Larry Fessenden, questo non me la sento di consigliarlo a tutti. Ok, se siete fanatici di pesci animatronici questo è il vostro Quarto Potere, per tutti gli altri invece, penso sia fondamentale conoscere i precedenti lavori del regista per godersi a pieno questo.
Solo così sarà possibile apprezzare la continuità artistica di Crazy Larry, ma anche il modo in cui con due soldi e un pesce di plastica sia riuscito a fare un film divertentissimo.


"Questo non risente del Global Warming... Gelatino?"
Se vivessimo in un mondo ideale, allora i produttori darebbero tanti soldi a Fessenden per applicare le sue tematiche ecologiste a tutti i maggiori titoli Horror. Voglio Larry alle prese con il modello dei J-Horror, voglio vederlo rinfrescare i film di assedio, voglio Zombie-Ecologisti, lo vorrei vedere in tutti i film che quel capoccione può sfornare. Bravo Larry, non smettere mai di essere te stesso!

6 commenti:

  1. Insomma, ho capito che quest'uomo è un pazzo. Però i film con i mostri non mi attirano più di tanto... magari questo me lo tengo per una bella serata ad alto tasso d'ignoranza! :D

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Brava, questo è un Monster-movie atipico, in cui è più facile fare il tifo per il mostrone ;-) in ogni caso hai capito come goderti questo film, Larry è un bel matto, ti consiglio caldamente “The Last Winter” quello è veramente un gran film ;-) Grazie per il commento! Cheers!

      Elimina
  2. Puccioso il nostro Larry.
    Grande regista, sceneggiatore, produttore e pure attore, tiè (non so se te lo ricordi nel secondo Cabin Fever). Se ci fai caso, c'è il suo zampino quasi in ogni film horror indipendente di un qualche interesse che esce negli Stati Uniti.
    Io Beneath l'ho adorato. Proprio perché era poverello e miserello ma con un concetto di fondo potentissimo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Vorrei Larry sul comodino a portata di mano, solo perché con quel faccione mi mette subito allegria ;-)
      Me lo ricordo bene (anche in I sell the dead) e concordo in pieno con te, è sempre a pochi gradi di separazione di distanza da tutto quello che esce di figo nel cinema horror indipendente, infatti è un personaggio che fa un po’ sponsorizzato, avercene di talenti come lui! ;-)
      Per il resto anche qui, la penso come te, un film fatto con pochi soldi non mi ha mai spaventato, personalmente amo chi sa strizzare i centesimi del budget in questo modo così riuscito, facendo un film coerentissimo, divertente e con un bel messaggio. Grazie per il commento! Cheers ;-)

      Elimina
  3. Leggendo il post... ho avuto le stesse sensazioni nella scoperta di Sharknando.
    Mi divertirà allo stesso modo? Spero di si :)

    RispondiElimina
  4. Guarda ho apprezzato molto Sharknando, a mio avviso il miglior film mai fatto dalla Asylum, alla faccia dei media generalisti che lo hanno venduto come “Il film più brutto del mondo” ;-) Però non lo paragonerei a “Beneath”, la qualità generale è più alta e malgrado il budget sia scarso, il film è diretto da uno che sa il fatto suo. Secondo può divertirti, però in modo differente. Grazie per il commento!

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...