venerdì 15 maggio 2015

Ispettore Callaghan il caso "Scorpio" è tuo (1971): Do you feel a Classic? Well, do ya, punk?


John Milius, classe 1944, appartiene a quella banda di scalmanati che riplasmò Hollywood tra gli anni ’60 e ’70, a differenza dei suoi colleghi è uno che non si è mai ammansito, mantenendo la sua insofferenza per le regole e la sua scarsa attitudine al politicamente corretto e alle buone maniera Hollywoodiane.

Non pretendo di spiegarvi chi è John Milius, il suo CV lo precede, è purtroppo anche la sua fama, si tratta di un autore con cui può risultare difficile entrare in sintonia, ma è innegabile la sua onestà intellettuale, e la continuità artistica con cui ha portato avanti il suo cinema.


Ho deciso di ripercorrere la sua filmografia, partendo dai film fatti come sceneggiatore, è lungo il percorso non stupitevi di trovar titoli fondamentali, quelli che io ho amichevolmente soprannominato I CLASSIDY. Si inizia la rumba proprio con uno di questi, allacciatevi le cinture, ogni viaggio comincia con un primo passo, e le maratone si affrontano… Un Milius alla volta. Buona lettura!



Ci sono i capolavori della storia del Cinema, ci sono film che cambiano le regole della settima arte, che creano miti e archetipi, incarnando un momento storico, non sono tanti, giusto una manciata, uno di quelli, si intitola “Dirty Harry”.

Signore e Signori, allacciatevi le cinture. Qui si parla di storia del Cinema!

1971, la Warner Brothers ha per le mani lo script dei Fink, Harry Julian e Rita, pare che da qualche parte del suo girovagare, la sceneggiatura sia passata anche per le mani di Terrence Malick, alla luce del risultato finale sembra improbabile, ma tra gli sceneggiatori non accreditati, compare anche lui…

La Warner ancora non è convinta, manca un po’di pepe a questa sceneggiatura, quindi vanno da John Milius, che tanto non aveva niente da fare in quel momento (no no), stava solo sceneggiando il nuovo film di uno dei suoi miti cinematografici, John Huston, con tutta l’ansia che la cosa può generare. Per la nuda cronaca: a lavoro terminato il film sarebbe stato “L’Uomo dai sette capestri”, non propriamente pizza e fichi…

I tipi della Warner gli dicono, senti John, ci hanno detto che sai il fatto tuo quando si tratta di scrivere, dai un'occhiata a questo script? Perché sai tra poche settimane avremmo un appuntamento con Frank Sinatra per una parte, ma questa sceneggiatura non ci sembra tanto buona, riesci mica a dargli un po’di brio? Qui ci sono 2000 biglietti verdi con sopra alcuni ex presidenti morti per te.

Sembra una richiesta impossibile, Milius risponde: "Ok prendo i soldi, ma voglio anche un'altra cosa: una pistola che ho visto e che mi piace un sacco".
La Warner Bros gli fa recapitare a casa una 44 Magnum (Storia Vera) lui la studia per un po’, revisiona lo script con tutte le modifiche che ritiene opportune e consegna la sceneggiatura per tempo. Per la nuda cronaca, nel 1971 John Milius aveva 25 anni.


Non sappiamo però quante "Rambo" abbia bevuto durante la scrittura della sceneggiatura.
Frank Sinatra legge la sceneggiatura e dice: “Io vado al bar con Dean Martin”. A quel punto la Warner propone il film a chiunque, ci prova prima con John Wayne e poi con Robert Mitchum, il secondo paragona lo script a quella roba che viene portata via dai netturbini il martedì sera.

Il primo dei tanti pregi di “Dirty Harry” è stato quello di essere un film che inquadrava perfettamente la situazione politica e sociale Americana di quel periodo e di farlo meglio di mille documentari. L’ambientazione è la città di San Francisco, provate ad immaginare la distanza che c’è tra che so, ”Bullit” e questo film. Lì Steve McQueen è un Fonzie figo e algido, San Francisco è un set da cartolina ottimo per gli (spettacolari) inseguimenti, Harry Callahan (Callaghan nella versione Italiana… Tenete l’icona aperta che poi ne parliamo) è anti-cool, è vestito come vostro Zio, ha la giacca di Tweet con le toppe sulle maniche, il golfino, non proprio il look del vostro duro da manuale, ma nella mia vita non ho mai sentito nessuno dire che Eastwood sembra uno sfigato in questo film.


"Hai chi hai dato dello sfigato... Punk?"
La San Francisco del film incarna tutte le ansie e le paure di un Paese, incastrato in una guerra infinita in Vietnam, sconvolto da scontri razziali, pesantemente diviso tra bianchi da una parte e tutti gli altri dall’altra. In più ‘Frisco, città nota per la grande comunità omosessuale, è tenuta in scacco da un pazzo come “Zodiac” (lo so che avete visto il film di Fincher, lo so…). L’America degli anni ‘70 stava andando avanti, persa la purezza e la semplicità degli anni ‘50, l’uomo medio Yankee era spaventato, voglioso di far tornare le cose “come prima” più semplici, questo film risponde a tutti questi stimoli, nel modo spiccio e diretto tipico di Milius.

Harry Callahan non è cattivo, anzi è mosso da un fortissimo senso di giustizia, è costantemente ostacolato dallo burocrazia e da interessi politici che non hanno a che fare con la sua quotidianità. E’cinico, disilluso, non ama fare squadra, sta sulle palle a tutti, ma tutti sanno che è uno che porta sempre a casa il risultato, in un Paese immobile e spaventato, lui senza scomporsi agisce, per tutto il film l’Ispettore Callahan non fa altro che prendere decisioni, anche sbagliando, ma sempre guidato dalla voglia di fare bene, questo fa di lui un personaggio decisionista. La sua insofferenza per le mezze misure e l’interventismo, richiama alla mente i metodi tipici del Fascismo. Il fatto che il protagonista sia un poliziotto e lo sceneggiatore sia Milius, non aiuta, anche perché l’orientamento destrorso di John non è certo un segreto di Stato.


Ancora oggi la frase: "He doesn't play any favorites. Harry hates everybody" è una delle mie preferite di sempre.
La tag line del film suona più o meno così: “In questo film ci sono due Killer. Quello con il distintivo è Harry Callahan”. Il personaggio si muove in una metropoli contemporanea, ma mosso da un sentimento di giustizia che lo rende fuori dal tempo (vogliamo speculare su quanto sia distante Callahan dal Giudice Roy Bean dell’altra sceneggiatura di Milius? Non tanto vero?). Un poliziotto che se crede che la causa sia giusta, è pronto a tutto pur di raggiungere il risultato, questo fa di lui un personaggio sfaccettato in bilico tra varie sfumature di grigio. Il suo antagonista, invece, ha chiaramente abbracciato il lato estremo dello spettro dei colori: il nero.

Scorpio come detto è ricalcato su Zodiac, porta su schermo una cosa che il vero Serial Killer aveva solo minacciato: prendere di mira uno Scuolabus pieno di bambini. Per tutto il film il “simpatico” Scorpio uccide, rapisce, ricatta, si prende gioco dell’autorità, molto spesso si nasconde tra le pieghe della burocrazia, la stesse che Callahan odia. E’impossibile provare empatia per lui: non ha virtù, gli manca anche la mistica del criminale solo contro tutti, insomma fa schifo e basta. Ogni cazzotto che si prende, se lo chiama, proprio, il male che può essere estirpato solo con una cura, difficile da mandare giù, ma sicuramente efficace… Uno da invitare a cena insomma!


"Prendo una pizza con i peperoni e un Bus pieno di bambini a portar via grazie".
Ancora oggi, gente come Shane Black, dichiara che “Dirty Harry” è il film a cui si ispira per tutte le sue “Shaneggiatura” (CIT.), allora è chiaro che Callahan è un archetipo, lo sbirro che si sporca le mani. Si parte da qui e si passa al Gene Hackman de “Il braccio violento della Legge”, al Charles Bronson de “Il giustiziere della Notte”, arrivando a praticamente tutto il “polizziottesco” italiano, una marea di titoli e film, un fiume in piena nato proprio dalla rottura della diga chiamata “Dirty Harry”.

Callahan è inesorabile, il duro di cui i duri hanno il poster in camera, è talmente carismatico e carico di “cazzimma” che nemmeno il golfino e la giacchetta lo scalfiscono. Vera e propria ossessione, la sua pistola (proprio come per Milius), oggetto di battute dei colleghi e rimproveri dei superiori, è talmente un'ossessione, che lui stesso la descrive ai “Punk” contro cui la punta, in un monologo che potreste aver sentito citato giusto qualche volta nella vostra vita.

Un revolver che in pratica è “Un cazzo di cannone a mano” (Cit. Pulp Fiction), una sei colpi come gli sceriffi del passato, che fa di lui un personaggio Western calato nella modernità, infatti la faccia giusta per interpretarlo è proprio quella di uno che viene dai Western, che trasuda carisma, che idolatrano anche i tuoi miti: Clint Eastwood.

Per tornare a bomba sul monologo che di fatto apre e chiude il film, il celebre “You’ve got to ask yourself one question: ‘Do I feel lucky?’ Well, do ya, punk?”


"Lo so che sapete le parole a memoria, ma è sembre bello risentirle...".
Risulta geniale per mille ragioni: la prima, perché è fighissimo (e fino qui non ci piove). Inoltre, ti dà tutta la dimensione del personaggio, la sua attitudine e la sua propensione ad abbracciare quel male (necessario? Minore? Fate voi) che lo accompagnerà per tutto il film. Non a caso il monologo ritorna anche a fine film, un po’come se fosse il mantra del personaggio, o anche solo per godere di un gran momento di Cinema, due volte nello stesso film.

La capacità di “Dirty Harry” di creare iconografia e di rappresentare così bene le ansie di un determinato periodo storico, lo hanno trasformato in un enorme successo al botteghino e le polemiche che hanno seguito la sua uscita nella sale, sono state anche più grandi degli incassi. Ha vinto l’etichetta di film fascista, cosa che ci potrebbe anche stare, ma guardandolo, non vedi schieramenti politici, non c’è propaganda di partito, quello che vedi sullo schermo e solo “Male” contro “Male assoluto”.


"Quando un uomo con la 44 Magnum incontra uno Scorpio, quello con la faccia da maniaco omicida è un uomo morto".
Oh! Poi io sto qui a fare filosofia, però di fatto “Dirty Harry” è un film dialogato alla grande, interpretato da Dio e diretto impeccabilmente da uno dei registi più solidi del tempo, quel Don Siegel che strinse con Eastwood un gran sodalizio artistico.

La regia parla da sola: le scene sui tetti quando Scorpio prende di mira la ragazza in piscina è diretta alla grande (ed è solo la prima scena del film!), così come l’inseguimento col bus, la scena allo stadio… La scena allo stadio! Cosa vi devo dire io della scena allo stadio? Quando Scorpio striscia sul campo da gioco e Callahan lo insegue, inesorabile e inevitabile…


Il pubblico sugli spalti va in delirio!!
Protagonista invisibile, ma che occupa il suo bello spazio nel film, sono le musiche di Lalo Schifrin, che ti buttano subito dentro l’ambientazione anni ‘70. La scena del pestaggio di Scorpio? Con le sue urla che si mescolano con la musica Jazz? Ecco, saranno piccole cose, ma dicono molto della grandezza e della cura di questo film.

A proposito di dialoghi: sono quasi tutti dei Cult istantanei. Quando Callahan ci dice che lui odia tutti (specialmente i Messicani), oppure quando spiega al suo socio perché tutti lo chiamano Dirty Harry, negli anni, al lavoro, mi sono trovato a citarlo a memoria a mia volta.
Nella versione italiana, oltre alla “G” random nel cognome del protagonista, alcuni momenti vanno un po’persi, il “Do you feel lucky, punk?” si trasforma in un "Ti conviene rischiare?" decisamente meno incisivo. Lo stesso soprannome del protagonista passa da ‘Dirty Harry’ a ‘Harry la carogna’ che sembra più un soprannome di un camorrista in Gomorra.

Il problema è che la traduzione, azzera completamente una delle poche concessioni che la trama fa all’ironia. Quando il socio Messicano di Eastwood, lo salva dal pestaggio nel vicolo, da parte di una folla che lo accusava di stare spiando la battona dalla finestra, l’ironia di fondo della frase “Adesso ho capito perché ti chiamano Dirty Harry” va un po’a farsi benedire, perché il doppio senso in italiano semplicemente non funziona.

Tra quei relativamente pochi titoli che fanno parte dell’empireo cinematografico, “Dirty Harry” è una sicurezza proprio come il suo protagonista. Ho perso il conto delle volte in cui ho rivisto questo film, spesso ci torno, proprio come il disco che ti piace tanto e di cui non ti stanchi mai. Ogni volta che pensate ad un poliziesco cazzuto, sappiate che è iniziato tutto da qui, ve l’ho detto che oggi si parlava di storia del Cinema!

18 commenti:

  1. Miliussone è uno dei pochissimi che mette d'accordo per produzione me ed il Primario del reparto, il DocMassis. Se intendi farteli tutti , i suoi, ti aspetto su "Il Vento e il Leone", che è il suo gioiello nascosto, per me.

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    1. Milius è in grado di far litigare, ma sicuramente di fare pace con il Cinema. Non ti rivelerò nulla, ti confermo, “Il vento e il leone” c’è, e siamo in due a considerarlo un gioiello ;-) Mi riservo per il film in questione… Resta tonnato! Grazie per il commento ;-) Cheers!

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    2. Hai mai letto una rece compilata da una personalità multipla? XD http://cinematografiapatologica.blogspot.it/2012/11/il-vento-e-il-leone-1975-di-john-milius.html

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    3. Probabilmente ne ho scritta qualcuna io stesso, e in quanto pazzo conclamato la tua (o la vostra) me la leggeró molto volentieri ;-) Cheers!

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  2. Gli Ispettori Callaghan dovrei recuperarli tutti.
    Però ho visto frammenti di ognuno. Se li unisco fanno un film unico XD?

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    1. Probabilmente verrebbe fuori un mega-mix in cui Eastwood, insegue Scoprio, spara la biondo di Starsky & Hutch, ha un bulldog Inglese, si spupazza Sandra Locke e gioca con le macchinine radiocomandate. Quando lì avrai visti tutti capirai ;-) Ti consiglio sicuramente di iniziare da questo, un po’ perché è il primo (storicamente un ottimo punto di inizio per qualunque cosa) secondo perché per me è un “Classido” del cinema. Ti confermo, che arriveranno commento anche suoi prossimi Callaghan, il secondo è già in canna pronto ad essere sparato (con una Magnum 44 off course). Grazie per il commento! Cheers!

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  3. Iniziativa spettacolare e nome geniale: "I Classidy" è da maglietta! :-D
    Nel 1982 arrivarono anche in Italia un paio dei 12 romanzi che la Warner fece scrivere a dei ghostwriter con protagonista "Dirty Harry": il primo è spettacolare cazzutissimo. Callahan (eh sì, i traduttori non ritennero il caso di concordare con gli inventori della G italiana!) va in giro ad ammazzare cattivi come se fosse l'olocausto nucleare, ed è irresistibilmente scorretto: una lesbica fa il gesto di aggredirlo e lui... le spara con la Magnum! Perché? Perché era lesbica! Ahhh, la cattiveria politicamente scorretta :-D

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    1. Ti ringrazio moltissimo, è l'idea della maglietta.... Sai che non è mica male? ;-) Non sapevo dell'esistenza dei romanzi, ma solo per la scena che hai descritto, beh, direi che sono parecchio in linea con il personaggio ;-) Cheers!

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    2. Ricordo che all'epoca lessi delle interviste ai ghostwriter dei libri di Dirty Harry, ed uscì fuori che Eastwood teneva in scacco l'intera Warner: se la comandava e tutti facevano pippa! Doveva approvare lui le trame dei romanzi, sia perché non tradissero il personaggio sia perché non voleva bruciarsi eventuali sceneggiature future, che poi però per girare si faceva pregare dalla Warner. Insomma, Dirty Harry era davvero lui :-D

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    3. Tutto questo controllo e poi sono finiti a farlo inseguire una macchina radio comandata ;-) Eastwood quando distribuivano la timidezza é arrivato in ritardo ;-) Cheers!

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  4. Forse già lo sai, ma nel 2011 un celebre autore di telefilm legal thriller "ruba" la frase mitica di Dirty Harry e ne fa il lancio della serie "Harry's Law": una grintosa Kathy Bates interpreta Harriette, avvocatessa fallita che gira con una 44 magnum ed apre uno studio nei bassifondi. Purtroppo la voglia di una serie frizzante (alla "Boston Legal") ha distrutto la serie che dopo due stagioni viene giustamente chiusa. Però la Bates pistoluta è un mito!
    http://www.imdb.com/media/rm632011264/tt1582453?ref_=tt_ov_i

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    1. Non ho mai fatto in tempo a vederla questa serie, ma conoscevo il suo legame con Dirty Harry. Certo che la deriva alla "Boston Legal"... Perchè deve tutto assomigliare per forza a qualcos'altro, beh facile, per vendere (purtroppo). L'idea della Bates armata di 44 Magnum, da sola mi invoglio al recupero ;-) Grazie per il commento! Cheers!

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    2. Purtroppo il buonismo ha fatto sì che sparisse subito la pistola, ma le prime puntate te le consiglio. Poi hanno curiosamente puntato tutto sul fatto che, per arrotondare lo studio di avvocato è anche... negozio di scarpe!

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    3. Evidentemente le scarpe sono un product placement migliore rispetto alla Magnum, non il gelato ;-) Cheers!

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  5. Andavo in prima media (1983-84) quando feci la conoscenza di questo cult e, di conseguenza, di Clint Eastwood! Ricordo che era sulla RAI e, per la verità, ne vidi solo la parte finale... e tanto mi bastò! Quando poi lo vidi per intero divenne un mio cult personale, e nessun altro capitolo della saga gli ha tenuto testa... giusto un pò il 4°, che pure mi é sempre piaciuto molto!
    Una menzione particolare va anche al bravissimo Andy Robinson, perfetto nel ruolo dell'odiosissimo pazzoide!
    Lui e Reni Santoni (il partner di Callaghan) reciteranno di nuovo insieme in "Cobra"!

    P.s.: da napoletano ho più che apprezzato l'uso del termine "cazzimma"! :-D

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    1. Si tratta proprio di uno di quei film che ti cambia la vita, si calcola il tempo in B.S. e A.S. (Before Scorpio e After Scorpio), Andy Robinson è viscido e schifosissimo, è difficilissimo farsi odiare dal pubblico in quel modo, lui ha rideterminato lo standard della cattiveria al cinema ;-)

      Anche a me il quarto film della serie piace molto, prometto di completare la rassegna sui film di Harry Callaghan, era una cosa che volevo fare già da tempo ma mi sono arenato al secondo film, ma rimedierò! ;-) Cheers!

      P.S. E’ un’espressione che uso spesso, in un sola parola riassume tutto un concetto chiaro e diretto, e poi mi piace proprio come suona ;-)

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  6. Grande poliziesco! La regia di DS e l' interpretazione di Eastwood sono un binomio che fa scintille! Ma anche l' attore che interpreta Scorpio è al top! Veramente invecchiato per niente o quasi! Ha creato un' icona del cinema (specie in via di estinzione al momento purtroppo pare) e fatto diventare la 44 magnum la pistola più famosa al mondo credo XD.
    Ha anticipato di 20 anni "Missione: impossible" per il cambio di regista ad ogni film! XD

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    1. Ha anticipato molte cose, una gran pietra miliare :-D Cheers!

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