lunedì 11 maggio 2015

Lost River (2015): Fossi figo tutti i giorni sarei in palestra…


Dovevo per forza sbatterci il naso contro questo Lost River, perché è il classico film che nel cast può contare solo nomi di gente che per una ragione o per l’altra, mi convincerebbe quasi sempre a guardare qualunque cosa. A questo aggiungiamo il fatto che è anche l’esordio alla regia di Ryan “Driver” Gosling, ecco, non potevo proprio perderlo, come è andata? Mah…

Non devo certo spiegarvi chi è Ryan Gosling, uno di quei nomi che ogni volta che lo pronunci, senti in lontananza urletti di donne in preda agli ormoni, in pratica Ryan sta all’altra metà del cielo come Frau Blücher sta ai cavalli.


"Non posso dirigere con un berretto da Baseball in testa come fanno tutti, mi rovino il ciuffo".
Mi sono già lanciato in odi sperticate per il modo in cui, con la fissità tipica dell’ottuso negli occhi e un numero di espressioni da far invidia a Steven Seagal, il nostro riesce a tratteggiare personaggi caratterizzati da improvvise esplosioni di follia sanguinaria. Al suo attivo ha ruoli in cui l’ho trovato perfetto ("The Believer" e "Le idi di marzo") e almeno un capolavorone senza sterzo (ovviamente "Drive"), in mezzo anche film che mi hanno allegramente scartavetrato i maroni, ma non per colpa sua (Come un tuono). Insomma, bravo, ma soprattutto “bello bello in modo assurdo” eppure al biondo pare mancare qualcosa: la voglia di dimostrare di essere anche intelligente. Qual è il modo migliore per farlo quando di mestiere fai l’attore? Facile: saltare la barricata ed esordire come regista, e se proprio vuoi fare il grosso, il film, te lo scrivi anche…

“Lost River” a mio avviso, è un casino. Un casino non privo di fascino, ma pur sempre un casino.

La mamma Billie (Christina Hendricks, se avessi avuto una mamma così sarei stato tutti i giorni a casa a fare i compiti…) e il suo figliolo Bones (Iain De Caestecker) vivono in una catapecchia a rischio demolizione, attanagliati dai debiti, in una città della provincia americana più decadente (ben interpretata da Detroit) soprannominata “Bullytown”.


"Cassidy, vai subito in camera tua...".
Su questa trama stringata, Gosling appiccica di tutto: un tetro di Grand Guignol utilizzato come coro Greco delle tragedie che si abbatteranno sui protagonisti nel corso della storia. Deliri a tratti splatter, dei non ben precisati (ma sicuramente a rischio Metaforone) gusci in cui Billie cerca rifugio… Scusate lo devo dire, tanto di cappello al poveretto che ha dovuto modellare queste “Shells” perché potessero ospitare le grazie di Christina Hendricks, il film ti lascia così tanto tempo di meditare, che non ho potuto fare a meno di pensare al povero addetto al Plexiglass che torna a casa deluso la sera, dopo una frustante giornata passata a modellare le poppe della rossa di Mad Men, giornataccia…

"Secondo me non ci entro tutta lì dentro" , "Bah, magari se trattieni il respiro... Naaaaa!".
L’atmosfera generale di “Lost River” è quella di un incubo surreale, più che raccontare una storia, Gosling riempie il film di immagini acide. Durante tutto l’arco della pellicola trovate i neon colorati di Nicolas Winding Refn, il montaggio stiloso e la bella fotografia tipica di Harmony Korine (infatti il direttore della fotografia è lo stesso di “Spring Breakers”, Benoît Debie), ma anche una lunga inquadratura su una casa che brucia, che ricorda moltissimo il finale de “La Rabbia giovane” di Terrence Malick. Ora, personalmente tutti questi nomi, presi singolarmente e a dosi controllate sono davvero in grado di amarli sul serio, ma trovarli tutti insieme, per di più scimmiottati da un regista esordiente che chiaramente prende ispirazione, mi diverte, ma non mi esalta. Un po’come il concerto di una cover band: puoi essere bravo quanto vuoi, ma rischi sempre di passare per uno che si atteggia.

Hanno messo la scritta, perchè sia chiaro a tutti che questo NON è "Badlands" di Malick.
Di fatto, “Lost River” sembra un cortometraggio con un minutaggio che è scappato di mano, in certi momenti è fin troppo palese lo sforzo di Ryan Gosling di raccogliere quanti più “Bravò!” possibili, come sceneggiatore invece, secondo me, è ancora alle aste ed è anche una mossa un po’(troppo) paracula, quella di esordire con un film che spiega poco e lascia tantissimo all’interpretazione.

Quindi, sorvolando sul suo talento di scrittore, il film è comunque molto bello esteticamente, non gli si può davvero criticare nulla dal punto di vista visivo, risulta tutto molto ben fatto (ribadisco avere Benoît Debie aiuta e nemmeno poco…), inoltre è chiaro che Gosling sia uno che sa come gestire gli attori, forse perché sono quasi tutti suoi colleghi o, come nel caso di Eva Mendes, anche compagni di vita, però le facce che popolano il film funzionano.

Trovo abbastanza inquietante il fatto che molti registi, avendo Christina Hendricks del cast, non la valorizzino quasi mai come si deve, anzi, la rossa risulta spesso abbastanza sciatta, qui invece è credibile nel ruolo della madre del protagonista, avvenente senza risultare fuori luogo e soprattutto molto brava. Per dirvi della valorizzazione delle attrici, Gosling in questo film, può permettersi più di un'inquadratura dove in contemporanea, sullo schermo compaiono insieme sia la Hendricks che Eva Mendes, mandando in frantumo lo schermo del “Culometro” lo strumento che misura la rotondità delle curve femminili, potete fare una ricerca su Wikipedia se volete, esiste sul serio…

… No sto scherzando, non esiste, non andate a cercarlo state qui con me…

Saoirse Ronan a mio avviso funziona molto bene in questo film, ma per quanto mi riguarda la sorpresa è Iain De Caestecker, attore che conosco principalmente per la parte di Fitz nell’inguardabile “Agents of S.H.I.E.L.D.” (più comunemente conosciuto come Agents of P.I.R.L.A.), che qui si libera finalmente dei panni del nerds complessato e per tutta la durata del film ho sinceramente fatto fatica a non credere che l’attore non fosse il fratello minore di Ryan Gosling.

We almost lost Detroit, come in un pezzo degli anni '60.
“Lost River” ha il suo pro nell’uso dei volti: quello di Eva Mendes che fa l’occhiolino coperta di sangue finto, dal palco del suo macabro teatro. Oppure, quello della mitica Barbara Steele, ora, la Signora Steele è talmente un'icona, che meriterebbe un post tutto per lei, qui Gosling gli dedica il ruolo della nonna ex diva degli Anni ’60, in quello che è chiaramente un omaggio alla sua carriera. La cosa pazzesca è che a Barbara Steele basta ancora solamente sgranare gli occhi, per fare il vuoto intorno a sè, si vede proprio che arriva da un'era in cui essere una Diva era tutta un'altra cosa…

Ora qui lo dico e non lo nego, va bene l’esordio dalla regia di Gosling, onore e merito alla Signora Steele, Christina Hendricks io la vorrei vedere in tutti i film, però il motivo per cui volevo vedere “Lost River” fin dalle prime immagini promozionali, quando il film aveva ancora il titolo provvisorio di “How To Catch a Monster” è uno ed uno soltanto, ovvero: la presenza di Matt “Più grande attore del mondo” Smith.


"GERONIMOOOOO!"
Al suo primo ruolo lontano dal “Bowtie” del Doctor Who, il giovane attore britannico si mangia lo schermo ogni volta che entra in scena, rasato a zero, applica tutte le parti della sua fisicità da cartone animato al bullo di Bullytown, un simpaticone che risponde al nome di… Ehm… Bully (quando dicevo che il Gosling sceneggiatore è ancora alle aste).

Tra le orecchie a sventola, il mento alla Tarantino e la cicatrice sulla testa, Matt Smith vince tutto, gli basta sbraitare sulle rovine di Bullytown per guadagnarsi il titolo di personaggio più interessante di tutto il film. A mio avviso, avrebbe meritato anche più spazio, perché dopo anni passati ad interpretare un buono come il Dottore, il ragazzo si dimostra talentuoso anche nella parte del maniaco psicotico e pare averci preso gusto (ora sta interpretato Patrick Bateman nel musical di American Psycho).


"Provaci tu ad andare in giro in una cabina del telefono e poi vediamo se non diventi un pò toccato anche tu".
Insomma, non posso dire che il film mi sia piaciuto, ma nemmeno che sia tutto da buttare, se i nomi che ho snocciolato durante il commento vi hanno fatto pizzicare il senso di ragno, questo film potrebbe fare per voi. In generale penso (e spero) che non sarà questa la direzione della carriera registica di Ryan Gosling, spero di vederlo alle prese con qualcosa di meno paraculo, ma soprattutto senza l’ansia da prestazione di uno che pare avere il terrore di essere etichettato solo come Sex Simbol. Stai sereno Ryan, ti vogliamo bene lo stesso.

Capisco che sia un problema grosso essere, giovane, biondo, famoso, ricco, fidanzato con Eva Mendes e con degli addominali da copertina di CG, ti capisco, è dura, sono problemi gravi questi…

18 commenti:

  1. quando hai paragonato Gosling a Frau Buchler, giuro che sono collassato...ne sto leggendo di ogni sorta su questo film, mi toccherà vederlo prima o poi...

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    1. Eh eh, ti ringrazio ;-) Mr Ink qui sotto dice bene, è un film visivamente molto ben fatto, ma non basta essere belli per essere anche bravi… In generale mi è sembrato un po’ paraculo come esordio, anche se Ryan mi è simpatico lo stesso. Grazie per il commento! Cheers ;-)

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  2. Ahahah, nei vari commenti ho letto della tua venerazione per Smith, che purtroppo conosco pochissimo. In questi giorni, lo metterò a fuoco meglio recuperando Womb, ma il recupero è dettato dalla presenza della Green.
    Riguardo al film: Gosling è bello, bravo, e stranamente risulta pure simpatico. Quindi il film non lo si trova bruttissimo, come la critica ufficiale dice. Peccato che la storia ci sia e non ci sia; visivamente è un bel vedere. La prossima volta, però, deve farsi dare una mano con la sceneggiatura. Il cast anche è ben assortito, ma la migliore è Barbara Steele, iconica al solito :)

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    1. Sono un fan del Doctor Who, e Matt “Più grande attore del mondo” Smith ha fatto sfaceli con TARDIS e cacciavite sonico, a mio avviso lui è molto bravo, “Womb” è anche nel mio mirino da un pezzo, anche perché la Green si lascia guardare, ma ultimamente anche nei film scarsi lei è molto brava ;-)
      Anche io trovo Gosling anche simpatico, oltre a tutte le altre qualità (anche se di Bello mi interessa relativamente poco), questo suo esordio è visivamente e tecnicamente ineccepibile, solo che mi è sembrato un film paraculo, che lascia aperte mille porte per altrettante interpretazioni, concordo con te, gli serve uno sceneggiatore, uno molto bravo. L’omaggio a Barbare Steele è un'altra di quelle cose per cui Ryan si guadagna punti simpatia ;-) Cheers!

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  3. Consiglio di vederlo da soli, di notte, al buio: vi sentirete come Barbara Steele. Io sono un lynchiano, quindi certe atmosfere e le libere interpretazioni le accolgo sempre volentieri, storcerò il naso solo se il buon Ryan al terzo o quarto film non avrà ancora dimostrato di saper coltivare uno stile più personale. Per il momento sono contento di condividere un po' di gusti cinematografici con lui. Saoirse Ronan è un angelo.

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    1. Sono abbastanza d'accordo con te, un esordio che strizza l'occhio ai Lynchiani, ai Malickniani, ai Refniani e per non far torto a nessuno anche ai rettiliani ;-) Però puoi giocarti questa carta una volta, poi devi dimostrare che tipo di regista sei, li aspettiamo alla prova del nove del secondo film. Grazie per il commento, cheers! ;-)

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  4. Lo ammetto...mi fa un pò' paura...

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  5. Vedere il film, Ryan Gosling o il mio commento ti fanno paura? ;-)

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    1. Di positivo posso dirti che comunque il cast fa un bel lavoro. Diciamo che la volta che ti senti in vena di un film tutto estetica e robe strambe puoi vederti questo. Di consigliartelo però non me la sento ;-) Cheers!

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  6. ODE£I M.U.O.I.O....
    La M[ilf]amma è Christina Hendrichs (cioè codesta: http://www.pop-topia.com/wp-content/uploads/2013/05/196-christina-hendricks-ruven-afanador.jpg) e il figlio si chiama



    BONES...


    ....PPPè fforza!!!!!! XD XD XD

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    1. Ommiodio!! È Vero non ci avevo pensato!! :D :D :D Boh basta, è ufficiale, Ryan Gosling è il Troll numero Uno del 2015! ahahaahah

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  7. Non dico che sia brutto, diciamo che l'ho trovato strano

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    1. Non é brutto. Al massimo un po' (tanto) paraculo ;-) Cheers!

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  8. Aaah, non sapevo ci fosse Fitz del tanto odiato (non da me!) duo FitzSimmons! Motivo in più per recuperarlo... e sappi che a me Gosling non smuove un capello: per citare a mia volta Elio, quell'occhio spento nel viso di cemento non mi fa n caldo né freddo!

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    1. Apprezzo sempre questo utilizzo delle Elio citazioni che dimostra dimestichezza ;-) Qui Fitz al massimo é un FitzRyan sembra ul fratellino minore, fammi sapere cosa ne pensi ;-) Cheers!

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  9. Non conoscevo il film...La locandina da horror anni 80 mi attira, e anche le atmoscere Lynchane...vedrò se riesco a recuperarlo...

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    1. Ci sono momenti un po' horror e poi c'è Barbara Steele. Ma devi essere proprio in vena la sera che deciderai di guardartelo ;-)Cheers!

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