venerdì 16 ottobre 2015

Sopravvissuto - The Martian (2015): Porta le chiappe (via da) Marte


Passiamo il tempo a dire che i film alla fine sono sempre tutti uguali, poi quando ne esce uno che è davvero diverso succede che il pubblico si divide, tra chi urla al miracolo (pochi) e chi si unisce all’eco tipico della sala cinematografica, quello che fa: “…’Azzata… ‘zzata…”.

Eppure la diversità di “The Martian” (il titolo italico non mi piace, ma Evit ha spiegato tutto meglio di me) è manifesta e va ricercata nel bel libro di Andy Weir da cui è tratto. La trama ormai la sapete tutti e, come dico spesso, quando un soggetto anche io (che sono privo del dono della sintesi) posso riassumerlo in poche parole, il più delle volte è sempre un bene: l’astronauta Mark Watney viene creduto morto dai suoi compagni e abbandonato su Marte, dovrà sopravvivere tre anni, in attesa della prossima missione della Nasa sul pianeta rosso.

Il romanzo di Weir è molto tecnico, al limite del problem solving, l’autore non ci ha risparmiato tutti i passaggi con cui il protagonista ripara l’Hub, rimette in moto il rover, o ripristina una linea quasi diretta di comunicazione con la Terra. Eppure, è un romanzo dalla coerenza interna eccezionale, che si è guadagnato l’approvazione della NASA per l’aderenza con il realismo. La suspence è tutta legata alla riuscita del procedimento chimico corretto, l'elemento action è il frutto della ripetitività delle azioni, dalla meticolosità con cui vengono eseguite, qualcosa che in mano ad uno scrittore meno ispirato risulterebbe appassionante come un manuale d’istruzioni, ma che per fortuna ti tiene incollato alle pagine.

Leggendolo, ho pensato che malgrado l’immobilità della storia, fosse tutto materiale da cinema, ma che per rendere al meglio una storia del genere, ci volesse un regista survivalista, con la sensibilità del documentarista, esagero? E’ roba che potrebbe andare bene per Herzog se decidesse di buttarsi sulla hard Sci-fi. Quando ho letto che il film sarebbe stato diretto da Ridley Scott, nella mia testa ha iniziato a roteare una costellazione di pensieri…

"Guardate! Finalmente nella testa di Cassidy si muove qualcosa!".
Ridley, non devo spiegarvi io perché quest’uomo sta nell’empireo cinematografico e non devo nemmeno spiegarvi perché quest’uomo, prima o poi è stato associato ad uno (o più) film che vi hanno deluso, ne prenderò ad esempio solo uno, il titolo a cui state pensando tutti… Prometheus.

Metto nero su bianco la mia posizione rispetto a quel film, che poi riassume quasi tutti gli ultimi lavori dello Scott: una regia della stramadonna, applicata ad una sceneggiatura che fa ridere. La cosa si è ripetuta svariate volte da diventare una brutta abitudine, e tutti a dire che Ridley Scott è vecchio e rincoglionito, si fa raggirare da personaggi loschi (tipo Damon “cioccolatino” Lindelof) che gli dà quelle sigarette ripiene di droga che ti fanno diventare pazzo. Grossomodo da “Hannibal” in poi riguardo a Ridley Scott ho sempre cantato la stessa canzone: è un tecnico eccezionale, che il più delle volte lavora su script così così, “Prometheus” è stato il punto più alto della sua tecnica registica (recente) prestata alla più bassa forma di MACCOSA messi in fila su una “Scemeggiatura”.

Ho temuto che per “The Martian” sarebbe stata la stessa cosa, ma per fortuna, questa volta a domare le spigolosità del romanzo ci ha pensato Drew Goddard, uno che si è fatto le ossa alla scuola di Joss Whedon e che qui ha firmato la migliore sceneggiatura possibile per questa storia.

"Oh buono a sapersi! Allora mi siedo comodo e mi guardo il film...".
Ma la responsabilità della buona riuscita va divisa tra GODdard e Ridley, perché a mio avviso scegliere di adattare un romanzo piuttosto che un altro fa parte del fiuto di un regista. Tranne una piccola concessione alla spettacolarità nel finale, Scott riporta fedelmente il romanzo di Andy Weir, uno dei registi più riconoscibili del mondo (basta un fotogramma di qualunque suo film per puntare il dito e gridare RIDLEY!) fa un passo indietro e lascia che sia la storia a seguire il suo flusso. Trovo assurdo il coro di “Interstellar era più figo”, il film di Nolan era una buffonata diretta alla grande, che trasuda momenti Hollywoodiani (e momenti MACCOSA), ma per assurdo, ho sentito pochi riconoscere la diversità di “The Martian” etichettato come “Americanata”.

Marte al cinema non è mai stato così bello.
La diversità di questo film inizia proprio con il suo protagonista: un Soldato Ryan (già astronauta proprio in “Interstellar”) che sarà pure da salvare, ma nel frattempo si salva da solo in attesa della cavalleria. In questo senso la scelta di Matt Damon è la più coerente possibile, il resto lo fa la sua faccia da “All American boy” 50% scemone, 50% bravo ragazzo che fa di lui il perfetto Mark Watney.

Mark è dotato di un senso dell’umorismo che è americano al 100%, in certi passaggi ricorda Brian dei Griffin per il modo sardonico in cui affronta le situazioni, se non avesse il primo piano e il nome in locandina, potrebbe essere uno di quei tecnici che nei film di fantascienza di solito restano sullo sfondo (e spesso sfoggiano occhiali che fanno subito Nerd), uno che se non fosse stato dimenticato su Marte e quindi elevato a protagonista suo malgrado, probabilmente avrebbe ricoperto il ruolo di tappezzeria della storia. Un pacioccone che non porta rancore ai suoi colleghi e semplicemente gli risponde “Vabbè dai, sembravo piuttosto morto alla fine avete fatto bene a ripartire” e non si perde d’animo.

"Ciao, mi chiamo Matt, ho 45 anni e da grande vorrei fare l'astronauta".
Il primo tempo di “The Martian” procede alla grande proprio perché il fuoco è tutto sul protagonista, un botanico coglionato dai colleghi come “scienziato minore”, che di fatto nella brutta situazione in cui si ritrova, tira fuori la calma sicurezza di un MacGyver, che è del tutto differente dalla sicurezza del vostro classico eroe di Hollywood. Mark ha dei momenti di megalomania, come quando si vanta di aver colonizzato Marte (“alla faccia tua Neil Armstrong”) o quando gli suona bene l’idea di essere ricordato come “L’uomo più veloce dello spazio”, ma non lo fa mai con vera voglia di passare alla storia, sembra più una conseguenza del suo umorismo, un autocelebrarsi per non pensare alle tante cose negative che potrebbero ucciderlo sul pianeta Rosso. Mark non ha il coraggio dell’eroe che affronta qualcosa di impossibile, ha la sicurezza di chi sa di stare affrontando qualcosa che è alla sua portata, che richiederà la sua completa concentrazione e metodicità, ma sa anche di avere tutte le conoscenze giuste per poter sopravvivere.

Non è l’eroismo spettacolare dei montage di Rocky che si prepara ad affrontare un avversario più forte di lui, è la sicurezza che potreste avere voi o io sul posto di lavoro, quando ci viene chiesto di affrontare una mole di lavoro superiore: ci si affida al metodo, ai propri mezzi, consapevoli che con la giusta costanza usciremo da questo gran casino… “The Martian” è la celebrazione del metodo e non c’è nulla di più noioso e rassicurante della routine, ma è nello stesso tempo uno spostamento dell’azione (anche cinematografica) dai muscoli al cervello. Qui troviamo tutta la diversità di questo film rispetto a tutti gli altri che potrete trovare in circolazione.

"Ora farò qualcosa di incredibilmente spettacolare.... Starò seduto a pensare come risolvere questo problema".
Nella mia testa leggendo il romanzo, avrei voluto vedere un film con un solo protagonista per tutta la durata della pellicola, sarebbe stato grandioso, ma mi rendo conto che non tutti amano come me le storie survivaliste con mono protagonista. Il secondo tempo è quello che amplia il numero di personaggi in scena, il fuoco si sposta sui componenti della NASA sulla Terra e sull’equipaggio della Ares durante il loro volo di ritorno a casa, questo è il motivo principale per cui secondo me, il secondo tempo del film è un po’ meno appassionante del primo.

Perché insieme a tutti questi nuovi personaggi, arriva una boccata di buonismo generalizzata, lo ammetto, per un complottista come me, uno che crede che gli Americani lo sbarco sulla Luna del 1969 lo abbiano girato in uno studio di Hollywood, mi è un po’ mancato il cinismo, è colpa mia, ma sono cresciuto con “Capricorn one”, per me davanti ad un casino come “La NASA abbandona un uomo su Marte” seguirebbe l’insabbiamento, ma di nuovo la diversità di questo film torna di moda. Perché “The Martian” è avvolto in un'aurea di positivismo (che è diverso da buonismo badate bene), è tutto un “Yes, we can” in cui We/Noi è la parte fondamentale, nessuno si tira indietro quando è il momento di rischiare la pelle, la faccia e la carriera per riportare Mark a casa (non era lo stesso in “Salvate il Soldato Ryan”?), nessuno pone il problema che sia troppo rischioso o troppo costoso ed è qui che il film rischia di inciampare nei cori di “…’Azzata”, oppure ancora “Americanata”.

Americanata! .... Fuck Yeah! (Kate Mara per fare questa foto è l'unica della prima fila che è rimasta in piedi).
Non potrò mai criticare qualcuno che decide di mostrarmi un'astronave in viaggio nello spazio, utilizzando come sottofondo “Starman” di David Bowie, ogni volta che ascolto il Duca bianco mi sciolgo, quindi va benissimo così, anche l’idea di usare pezzi di disco music a mio avviso funziona ed è perfettamente in linea con l’umorismo del protagonista. Gli Abba per movimentare una scena di smantellamento che di suo sarebbe stata lunga e noiosa, oppure ancora meglio “Hot Stuff” mentre Mark trasporta sul Rover della roba veramente caliente (un nucleo carico di isotopi radioattivi).

Devo dire che nel secondo tempo, dei passaggi che cedono alla spettacolarità Hollywoodiana ci sono, ma non sono né l’esplosione controllata organizzata dal Comandante Lewis e nemmeno la manovra “Iron Man” nel finale (frutto di un piano tutto matto, ma scientificamente impeccabile). A basket, quando qualcuno si butta per terra enfatizzando un contatto per farsi fischiare un fallo a favore (quello che in altri sport più vicini all’italica sensibilità è una cosa normale), viene spesso ammonito dagli altri giocatori in campo con il grido di “Hollywood!”.

Ecco, in “The Martian” ci sono dei momenti in cui mi è venuto istintivo gridare “Hollywood!”: il personaggio dell’esperto di dinamica (ovviamente un Nerd) che spiega al capo della NASA il suo piano utilizzando le persone nella stanza e una pinzatrice. Oppure Kapoor che prende una foto di Marte incorniciata staccandola dalla parete, per disegnarci sopra una traiettoria con righello e pennarello… Non avete la topografia del pianeta rosso sul vostro computer? (“Hollywood!”). Concessioni che il film fa a quella maledetta ossessione di perdersi il pubblico, di dover spiegare (in questo caso mostrando in maniera esagerata) passaggi chiave del film, che per un film con tale livello di coerenza interna e scientifica e una tale celebrazione del metodo nel primo tempo, è una sbavatura, da poco lo so, ma stai sicuro che il pubblico che dà dell’Americanata a “The Martian” userà proprio queste scene come esempio.

Diciamolo tutto insieme..... HOLLYWOOD!
Piccola parentesi sul cast, come dico sempre, non amo molto i film che accumulano tanti nomi in cartellone, qui gli attori scelti sono tutti azzeccati, da Sean Bean (che stranamente resta vivo per tutto il tempo della pellicola) a Jeff Daniels, passando per il sempre molto intenso Chiwetel Ejiofor. Quello che mi chiedo è: hai davvero bisogno di Mackenzie Davis nella parte del tecnico generico, o di Kate Mara (con le stesse cuffie per la musica che usava in Fantastic Four)? Ma ad Hollywood hanno terminato i caratteristi? E concludo con un appello: per quanto Jessica Chastain, sia l’ennesima riuscita donna tosta dei film di Ridley Scott, se hai lei nel cast… Le costruisci tutto il film intorno, ma tranquilli, tra un po’ torna Guillermo Del Toro a rendere giustizia piena alla rossa (olè!).

"Vendica il mio minutaggio Guillermo... Vendicami!".
La cosa che “The Martian” ha rispetto a tutti gli altri film, è il fatto di essere fatto con i soldi e gli attori di Hollywood, ma che riesce quasi totalmente a schivare i classici momenti “lacrimoni” che non mancano mai in questo genere di film, è pieno di scene girate alla grande (le parti a gravità zero sono magnifiche, Ridley Scott porta a scuola ancora tutti, c’è poco da fare) e non abbiamo mai visto Marte così bene come in questo film. Sono contento che Scott abbia finalmente trovato lo script giusto, magari dopodomani applicherà il suo enorme talento ad un'altra sceneggiatura da poco (e allora ricominceranno i cori “è vecchio, bollito e non becca più una pista”), ma per ora questo me lo sono goduto, non credo che lo rivedrò a breve, ma comunque ho apprezzato la sua unicità, è il cugino strambo della famiglia, quello che scherza quando dovrebbe disperarsi…

Sarà che sono un tipo che tende all’ossessività compulsiva, ma personalmente la scena che riassume tutto il film è quella che mi ha emozionato di più, nessuna anticipazione per chi non l'avesse visto, tranquilli:
Mark ha appena subito una perdita grossa e senza perdersi d’animo fa l’inventario delle patate che ha ancora a disposizione, in sottofondo il rumore ossessionante di un telo tirato, fissato con il nastro americano (perché con il nastro americano si può riparare TUTTO!) che sventola. La protezione dall’essere risucchiato fuori a morire su Marte, è uno sfarfallante telo trasparente di pochi millimetri, Mark si ferma ad ascoltare il rumore per qualche secondo, se fosse un film differente avrebbe una crisi isterica da attore che punta all’Oscar, qui invece no, sotto a fare la conta delle patate, rivaluta la nuova condizione, ricalcola, ridefinisci le nuove priorità… La celebrazione del metodo come unica arma contro il caos.

"Sono Capitan Barbabionda e sono un temibile pirata spaziale".
Se pensate che questa sia roba nelle vostre corde, sedetevi e godetevi lo spettacolo, offrono Drew e Ridley.

There's a starman waiting in the sky
Hed like to come and meet us
But he thinks he'd blow our minds...

32 commenti:

  1. Che bella sorpresa, non avrei dato un centesimo al film, giudicando dal trailer: grazie della bella spiegazione ;-)

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    1. Mi ritrovo a metà tra chi urla al grande ritorno di Ridley, che non ha mai smesso di dirigere bene, e chi reputa il film un "americanata" non lo é, personalmente mi é piaciuto, passerá del tempo prima della prossima visione ma per ora va bene così, grazie a te ;-) Cheers!

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    2. "personalmente mi é piaciuto, passerá del tempo prima della prossima visione ma per ora va bene così"

      Quoto!

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    3. Ho gradito, ma non ho fretta di rivederlo, più facile che mi rileggerò il libro prima ;-) Cheers

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  2. Mi hai fatto venire voglia di leggere il libro, guardare il film ed anche saperne di più sulle tue teorie complottistiche, che sarebbero interessanti da leggere. :-)

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    1. Il libro te lo consiglio, tanto ormai lo troverai in tutte le librerie con sopra il faccione di “Meeeeeeit Deeeeimooon” (Cit.), il film secondo me merita la visione, per le mie teorie, cresciuto con “Capricorn One”, fomentato da “X-Files”, sono convinto che a pensare male si fa peccato, ma raramente si sbaglia… La verità è la fuori (tu-tuuuu-tuuu-tuuuuu X-Files Theme) ;-D Cheers!

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  3. MAVIENI!!!!!! Finalmente un tecnicsciencefiction inappellabilmente coerente!!!

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    1. Manca solo la scena dell’esplosione silente nello spazio (2001 docet) per il resto, non abbiamo mai visto esplosioni tanto accurate e trovate scientifiche così accurate, se non fosse per il secondo tempo che concede qualcosa, sarebbe stato la celebrazione dei secchioni ;-) Cheers!

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  4. Noooo! il complottismo nooooo, Cassidy! Nooooooooooo!!! (urlo di Luke dopo la rivelazione in l'impero colpisce ancora)

    Vedo che il titolo non è piaciuto nemmeno a te, ahah! Grazie per la citazione. Mi sono visto nominare e sono venuto a leggere l'articolo saltando i precedenti. A breve mi rifaccio con quelli che mi mancano, e che titoloni hai trattato di recente! Non vedo l'ora.

    PS sono un appassionato della corsa alla luna ed ho un'istruzione scientifica alle spalle, se sei curioso potrò rispondere a qualsiasi tuo dubbio sugli allunaggi e i loro complotti (al plurale perché di complotti ce ne sono tanti e in contrasto tra loro, a quale complotto ti sei appassionato tu?) anche se sono sicuro che fonti molto più autorevoli di me (che non siano la sospettata NASA) abbiano già spiegato tutto da tempo. Capricorn One piace anche a me, ma insomma. ;D

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    1. Facevo una riflessione su quanto il titolo italiota fosse una scemeria, poi ho letto il tuo pezzo, siccome condividevo tutto, anche sulla scelta delle voci, in particolare per l’astronauta Tedesco, ho fatto prima a mettere il link che raccontare tutto, quindi citazione doverosa ;-)

      Per il resto “Capricorn One” è un bel giocattolone, coerenza scientifica il giusto, ma secondo me è un esempio di film per altre ragione…. Dai me lo riguardo (ogni scusa è buona per farlo) e ne parliamo in dettaglio, anche dei vari complotti che ti vedo pronto sul tema ;-) Cheers!

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    2. Il "tedesco" era atroce. Sembrava di quegli accenti che danno ai rapitori albanesi di "Io vi troverò".

      Sul complotto, quando vuoi! Ahah. Anche io ero un uber-fan di X-Files ma come opera di fantasia. Il governo americano ha cose ben peggiori da tener nascoste al pubblico che finti allunaggi e accordi segreti con gli alieni! Pensiamo solo alla guerra dei Balcani che Rumsfeld ammise, molto pacamente, che si trattava di un test che la CIA aveva fatto per vedere se la Russia sarebbe intervenuta in un simile scenario (che si preparavano poi ad eseguire in Iraq). Cioè, stiamo parlando di gente che fomenta guerra e distruzione in paesi esteri "per vedere" come reagisce la Russia in altri conflitti programmati... gli alieni sono una barzelletta rispetto a queste e altre nefandezze che opera il governo degli Stati Uniti all'estero. L'Area 51 poi ha solo da nascondere che è un osceno deposito di scorie nucleari dove i dipendenti si ammalano e non possono neanche dire a cosa sono stati esposti perché è tutto coperto dal "top secret", né possono denunciare il governo per lo stesso motivo).

      Comunque, tornando a noi, tieni presente solo due concetti base:
      1) se c'erano segreti simili i russi l'avrebbero scoperti il giorno dopo, anzi in fase di progettazione, e messi alla berlina difronte al mondo intero, cosa che era pienamente nel loro interesse e nelle loro possibilità (il caso dell'aereo U-2 e del suo abbattimento con cattura del pilota nel 1960 fu emblematico, USA e URSS si spiavano così tanto a vicenda che qualsiasi nuova tecnologia veniva scoperta dagli avversari già in fase di progettazione. A breve ci sarà anche un film di Spielberg su questo incidente)

      2) la progettazione e tutte le fasi di costruzione hanno coinvolto quasi mezzo milione di persone, le quali, secondo i complotti più in voga, sono sul libro paga della NASA (o da loro minacciati) affinché non parlino. Che su un numero così vasto, in 50 anni, nessuno se la sia mai cantata, portando la benché minima prova accettabile in tribunale, ti da un'idea dell'impossibilità di una copertura così TOTALE, specialmente negli anni del Watergate. I costi sostenuti dalla NASA per fare questa sospettata colossale finta poi sono stati così esagerati che, se così fosse, tanto valeva andarci davvero sulla luna.

      Con questi due capisaldi sulla mancanza di buon senso della maggior parte delle teorie del complotto, sarò felice di rispondere a qualsiasi domanda su cose tipo perché non ci sono le stelle nel cielo, perché la bandiera "ondeggia" come se ci fosse vento... etc etc. A questo punto ti consiglio una lettura. In coda a questo mio articolo sulla disastrosa diretta italiana del 1969 https://doppiaggiitalioti.wordpress.com/2011/06/29/doppiaggi-italioti-lunari/ troverai un libro gratuito di cui consiglio caldamente la lettura. Lì troverai tutti i dubbi spiegati per filo e per segno. Io me lo sono letto due volte perché, come ti dicevo, adoro l'intera storia della corsa alla luna.

      Parlando di film Capricorn One, quel film ha sul finale un inseguimento elicottero-aereo che farebbe impallidire gran parte film d'azione moderni girati in CGI!

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    3. La Bara Volante! Il blog che può vantare fiori fiori di esperti come Evit! ;-) Grazie per il link, me lo leggerò di sicuro, la lettura dei tuoi pezzi riesco sempre ad incastrarla durante le giornata, sono i videocommenti non riesco mai, infatti sono rimasto indietro ;-) Su Rumsfeld le porcate delle Stati Uniti e il finale di Capricorn One stai sfondando porte aperte ;-) Cheers!

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    4. Ahahah! Cazzo, adesso voglio rivedermi Capricorn One solo per quell'inseguimento aereo!

      La Bara Volante è uno dei pochi blog che mi piace seguire regolarmente, per via di opinioni molto simili alle mie quando si parla di film, come già sottolineato in passato. Le retrospettive poi sono fenomenali. Cioè, leggo roba interessante e ho anche la possibilità di spammare nei commenti... dove altro potrei farlo!? ;)

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    5. Ti ringrazio moltissimo, cerco di essere un buon padrone di casa, o guardiano della bara, vedi un po’ tu ;-) A proposito di retrospettive, sto lavorando su delle cose… Ci sarà da leggere ancora, cheers! ;-)

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    6. Mannaggia! Rallenta che tra un po' avrò l'equivalente di una Divina Commedia da leggere per stare in pari!

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    7. Aahaha si in effetti non sono propriamente tirchio con le parole ;-)

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  5. film divertente e godibile, peccato per il finale ...:-)

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    1. Il finale è una concessione a quelle trovate che ho definito cestisticamente “Hollywood!”.
      Se ci pensi bene ha una sua validità anche scientifica, non è una cazzabubbola, ma è inevitabile che se la porti in scena, e la battezzi “Manovra Iron Man” in sala tutti urlano all’americanata.

      Fossi stato io, avrei staccato, per poi mostrare solo l’epilogo del film e non quel momento lì. Ma io sono anche quello che avrebbe voluto vedere Matt Damon da solo in scena per due ore… So di essere un po’ estremista nei miei gusti ;-) Cheers!

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  6. Mi toccherà vederlo in un secondo momento. Durante questi eventi di "Cinema Scontato" ho visto altro: per la precisione tre film... Non sono riuscito a vedere il quarto (ovvero The Martian).
    Lo beccherò con calma :)

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    1. Ti capisco, anche io non sono ancora riuscito a vedere tutto quello che volevo, è un periodo con un sacco di cosine da vedere per fortuna ;-) Cheers!

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  7. Del libro ne ho letto tre pagine e l'ho abbandonato. Un po' perché non ho voglia di sci-fi in questo periodo e un po' perché non mi appassionava, quindi andrò al cinema ignorante.
    Se ci andrò.
    Perché nonostante a Scott gli voglia bene, ultimamente trovo troppi film che mi interessano più di questo.

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    1. In questo periodo ci sono un sacco di film, se ti piacciono le storia di sopravvivenza estrema te lo consiglio, altrimenti vedi tu, secondo me una visione, almeno una, lo merita ;-) Cheers!

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  8. Ho decisamente apprezzato questa tua. Ma non ho per niente apprezzato il film, neanche dal punto di vista di regia. Ma mi hai anche portato alla memoria quella che anche per me è il momento migliore del film: Matt che conta le patate e quel suono che presagisce un possibile disastro. Una sequenza piccola ma possente, vero. Inoltre, (no spoiler) decisamente azzeccato in The Martian quel momento ironico relativo ai trascorsi cinematografici di Sean Bean. Detto questo, ribadisco, ho profondamente bocciato questa nuova fatica del buon Ridley. Ad ogni modo…Hollywood!!! 

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    1. Ti ringrazio, siamo su due posizione quasi opposte ma sono andato giù di testa per il tuo pezzo veramente bellissimo. Secondo me quella scena è veramente potente, se tutto il film fosse stato così e non.... Hollywood! Sarebbe stato uno bomba totale, così è solo una roba "Hot Stuff" ;-) Cheers!

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  9. Il peggior Ridley Scott, secondo me, è stato The Counselor...
    Comunque condivido tutto, e ti dirò che quelle due scene della cartina staccata dal muro della mensa e della pinzatrice usata come astronave le ho apprezzate. E' il genere di spiegone pagliaccio hollywodiano di cui sono pieni i film della mia infanzia, e non riesco davvero a vederci del male in scene di questo genere, per dire, Jack Ryan che spiega a generali e politici americani cos'è la rivoluzione d'ottobre, l'apprezzo pure quello.

    Visto che hai accennato ai complotti lunari, per rimanere in tema cinema/tv ti consiglio la visione di qualche puntata di "From the Earth to the Moon", miniserie in 10 puntate del 1999 credo, prodotta da Tom Hanks. Tratta i programmi Gemini ed Apollo fin nei minimi dettagli, è davvero ben fatta e da un'idea abbastanza esaustiva delle geniali soluzioni tecnologiche che vennero impiegate all'epoca per realizzare qualcosa ai limiti dell'impossibile che si fatica ancora oggi a replicare.

    P.S. SCEMEGGIATURA è fenomenale, è farina del tuo sacco?

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    1. The counselor é il classico caso di scrittore che esordisce come sceneggiatore e pensa sia una cosa facile, da McCarthy mi aspettavo di più, l'unica felice é Cameron Diaz, con la fotografia dei film di Scott si toglie 10 anni ;-) Ottimo l'esempio di Jack Ryan che illustra agli "american idiot" la storia ;-) Ma Scemeggiatura non c'e nel dizionario? ;-) la uso da anni ma vedo che anche altri lo fanno... Non so se sono io il padre, voglio il test del DNA! ;-) Cheers

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  10. Concordo in pieno: ottima sceneggiatura di Goddard, che smussa gli angoli ed aiuta non poco Scott.
    Comunque, a me Prometheus non era dispiaciuto così tanto.
    Molto, molto peggio Exodus.

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    1. Di Prometheus ho odiato tantissimo uno script pieno di cose sceme, personaggi che si sacrificano perchè qualcuno glielo dice, il peggior uso di sempre di un attore 40enne truccato da 90enne, e altre menate del genere, la regia di Scott era superlativa invece. Exodus era veramente una porcheria, il film Biblico che aumenta il numero delle piaghe aggiungendo…. I Coccodrilli in CG! ;-) Ci voleva The Martian a farci fare un po’ pace con Scott, cheers! ;-)

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  11. Ecco, io non sono né per la cagata né per il capolavoro, però mi è piaciuto proprio perché rappresenta la fantascienza che non ti aspetti. Purtroppo non ho avuto il tempo di leggere il libro, controverso anch'esso da quanto ho letto in giro. Come sempre la tua è un'ottima riflessione, in particolar modo mi piace il modo in cui hai evidenziato come, in circostanze del tutto straordinarie, sia un uomo quasi comune a rappresentare l'eroe. Quasi quasi quella parte te la copio e non dico niente a nessuno. :-D

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    1. Lo hai detto adesso, bisogna agire prima, fare, o non fare, non c'è provare! Oh scusa mi sto ri-trasformando in Yoda ;-) Penso che il film sia proprio tra il capolavoro e la cazzata, è un film che però va sicuramente visto, per farsi la propria idea... Per il resto ti ringrazio moltissimo ;-) Cheers!

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  12. Effettivamente anch' io trovo che il secondo tempo cali un pò con tutta la storia del salvataggio. Meno male che ci sono JD e SB ed il rapporto con i media! Ed il tipo lì che sbuca... a questo punto l' avrei reso protagonista del secondo atto. Sia lui che la pinzatrice. XD
    Forse perché ormai è routine, ma ricordo il coinvolgimento dei cinesi nell' operazione! XD
    Se devo dire, mi suona un pò strano che il regista sia lo stesso di "Alien". XD O.K. mettersi al servizio della storia, ma questo è un pò troppo! XD
    Quel momento di metacinema su Boromir insomma.
    Anch' io ho trovato bello che sia un film misurato, ma magari fare un' opera tutta su MD era quasi meglio effettivamente! XD
    Bello che abbia avuto successo comunque!
    Marte aveva avuto il suo momento di gloria al cinema all' inizio del decennio scorso, ma poi era stato accantonato per oltre 10 anni!

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    1. Avrei voluto un film estremo diretto da Werner Herzog, in certi momenti Scott smarmella tutto per convenziona cinematografica, il primo tempo funziona meglio, e dobbiamo ringraziare anche la prova di Meeeeit Deeeeimooon (cit.) Cheers!

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