giovedì 28 gennaio 2016

Point Break (1991): "È adrenalina pura al 100%"


Non posso dire di essere stato uno di quelli che si sono infognati con gli sport estremi, desiderando di morire su una tavola da surf su qualche onda australiana, perché (purtroppo) “Point Break” l’ho scoperto tardi, nelle repliche televisive, ma ricordo solo una cosa: alla prima visione ne uscii esaltato, non dico che sia stata una di quelle esperienze che ti cambiano la vita, ma avevo trovato un filmone da amare per il prossimo milione di anni. Malgrado questo non ho mai imparato a nuotare (storia vera).

Solo negli anni successivi (e nelle numerose visioni) imparai a riconoscere le facce che popolano questo film: Keanu “Quello di Matrix” Reeves, il grande Patrick Swayze (Ciao Patrick, ci vediamo in un'altra vita...), una bellissima e sempre stilosa Lory Petty, ma soprattutto mi innamorai follemente (artisticamente parlando) di quella signora che questo film l’ha pure diretto Kathryn Bigelow, da lì in poi amichevolmente Katrina, pronunciato con sguardo perso e occhi a forma di cuore.

Avendo apprezzato molto anche altri film di Katrina, ad un certo punto mi sono trovato in una strana condizione: non rivedevo “Point Break” da molto tempo, come spesso capita, rivedere i film con cui siamo cresciuti con occhi adulti, è una cosa che può distruggere dei miti. Per quanto riguarda questo film posso dire che da un certo punto di vista è invecchiato maluccio, da un altro, resta ancora un caposaldo del cinema d’azione, una pellicola che chi fosse intenzionato a dirigere, dovrebbe imparare a memoria.

Iniziamo con la parte dolorosa, ovvero i difetti del film che non sono pochi, lo ammetto e sono quasi tutti nella sceneggiatura, do per scontato che il film lo abbiate visto tutti, quindi da qui in poi ci sono io che ne descrivo intere porzioni, con certi Classidy non se ne può fare a meno!



Ora, se c’è una cosa che davvero mi sta sul gozzo, è la solita frase fatta che si sente troppo spesso: “Kathryn Bigelow dirige come un uomo”, cosa vuol dire dirige come un uomo? In inglese chi dirige si chiama “Director” parola valida per ambo i sessi, esiste questo luogo comune per cui le donne debbano dirigere per forza pellicole in cui si parla di sentimenti caramellosi e in cui si affoga nei lacrimoni, quindi i film d’azione di Katrina non rientrano in questa categoria.

A tutti quelli che dicono che “Kathryn Bigelow dirige come un uomo”, vorrei sbattere in faccia le inquadrature con cui la regista ci mostra Utah e Bodhi, no sul serio, Keanu Reeves entra in scena con magliettina resa aderente dalla pioggia, mentre Patrick Swayze sembra il protagonista di “Ghost”, ma con l’abbronzatura, secondo voi un uomo inquadrerebbe Reeves e Swayze in quel modo? I protagonisti sono due manzi e Katrina non nasconde certo la cosa.


Alla voce: "Dirigere come un uomo”... See vabbè, buonanotte!
Bisogna anche dire che l’ambiguità sessuale regna sovrana, non tanto per il fatto che Utah e Bodhi, siano rispettivamente fidanzato ed ex fidanzato del personaggio di Lory Petty, che comunque con quel taglio è molto più tosta di Keanu, bisogna dirlo. Parlo proprio del fatto che in più di un’occasione la mascolinità dei protagonisti viene messa alla berlina, non sono mai riuscito a capire se fosse una precisa scelta, o se allo sceneggiatore (che per altro è un uomo) sia scappata la mano.

Ad esempio, nella scena dell’irruzione, chi riesce a tenere testa ad un gruppo di uomini armati? Una bionda nuda uscita dalla doccia, che mena come un fabbro (storia vera). Non aiuta nemmeno il fatto che il personaggio di Lee Tergesen abbia il virilissimo nome di… Rosie. Ma il top penso sia quel mito di Gary Busey che parla della vaselina da spalmare sulla tavola da surf per scivolare meglio (storia vera).


Solo quel mito di Gary Busey può uscire indenne da un dialogo del genere.
Ma il difetto vero di “Point Break” sono i passaggi dove la storia scricchiola, per certi versi questi film somiglia molto ad un altro poliziesco di Katrina, ovvero “Blue Steel”, che prima di essere la mossa segreta di Derek Zoolander, era un film (Fighissimo!) con Jamie Lee Curtis nei panni di una poliziotta. Entrambi i film hanno passaggi di trama al quanto naif, ma quando arrivano le scene d’azione… Tutti zitti, parla Katrina!

Rivedendolo non ho potuto fare a meno di notare alcuni dettagli quasi da Facciapalmo… Ecco che arriva il famigerato elenco puntato!


"Pensi che ne avrà ancora per molto?" , "Lo sai com'è, deve fare la punta ai chiodi".
1. Utah dopo il pestaggio con i Nazi, si mette sulle loro tracce, riesce a rintracciare la loro casa grazie al numero di targa e malgrado il fatto che sia entrato a fare parte dell’FBI da tipo… Tre giorni, senza alcun mandato, ottiene un'intera squadra di supporto per fare irruzione. Segue la scena della “Biondazza nella doccia” di cui sopra (per altro girata alla grande, la scena, non la biondazza) e, ad un certo punto, spunta Tom Sizemore, attore feticcio di Katrina, che è vestito come il cantante dei Prodigy non perché siamo negli anni ’90, ma perché è un agente sotto copertura e Utah ha fatto saltare mesi di lavoro. Chi è che approva le irruzioni all’FBI? Probabilmente lo stesso che ha studiato il sistema di code all’EXPO.

2. Tra i Nazi è impossibile non notare Anthony Kiedis, il cantante dei Red Hot Chili Peppers. Lo riconoscete perché è quello che si spara da solo in un piede. Se vi sembra che ci faccia la figura dello scemo, è solo perchè non avete ascoltato gli ultimi dischi del suo gruppo.


Ridi, ridi, ma eravate meglio quando vi drogavate.
3. La famigerata scena in cui Utah non spara al rapinatore con la maschera di Ronald Reagan, perché da una distanza che è grossomodo quella che c’è tra la Terra e la Luna, riconosce gli occhi blu di Bodhi. Ok, è chiaro che non possa davvero riconoscerlo da quella distanza, si tratta di "Linguaggio cinematografico" che va accettato così com'è, anche perchè in sè la scena esce da questo film per entrare dritta nella storia del Cinema. La prova? Quando quei tre matti inglesi hanno pensato di omaggiarla (o parodiarla) in "Hot Fuzz" non hanno fatto altro che ribadire quando sia fenomenale.




"Have you ever fired your gun up in the air and gone 'ahhrgh'?".
4. Keanu Reeves, circondato da svariate bottiglie di Corona (piene e vuote) discute del caso con il suo collega Gary Bussey (voluto da Kathryn Bigelow per omaggiare Un mercoledì da leoni di Milius. Storia Vera) a suo volta aggrappato ad una boccia di Jack Daniels… Tutto questo alle 9 del mattino. In ufficio.


Effetti collaterali del Jack Daniels a colazione.
5. La cosa strana è che Keanu Reeves in questo film muove le sopracciglia, socchiude gli occhi, arriccia le labbra, insomma quando recita fa delle espressioni. Non so cosa gli sia successo, ma nel corso degli anni questa abitudine l’ha quasi persa completamente.


Visto? Riusciva persino a sorridere!
7. Utah lancia il distintivo nell’oceano… Vabbè quello è un omaggio a Ispettore Callaghan il caso scorpio è tuo e a "Mezzogiorno di fuoco", dai!

Mi rendo conto che alcuni di questi punti sono dettagli che saltano agli occhi dello spettatore disilluso di oggi, mentre altri sono più che altro delle ingenuità della sceneggiatura, ma in ogni caso, bisogna metterli in preventivo quando si decide di rivedere “Point Break” oggi, anno di grazia 2016, anno della Scimmia secondo il calendario cinese.

Tutto questo fa di “Point Break” una fregatura? Assolutamente no, perché nei passaggi dove il film funziona, lo fa ancora alla grandissima! Guarda caso, sono i momenti più difficili da girare a risultare i più riusciti. Grazie alla sua “unità acquatica”, Kathryn Bigelow gira le migliori scene di surf ad Ovest di John Milius, con le macchine da presa tra le onde in mezzo ai surfisti. Ma l’unità aerea fa anche di meglio, ditemi quello che volete, ma io ad ogni stramaladetta visione resto IN-CAN-TA-TO a guardare la caduta libera di Utah e compagni.


Giro, giro, tondo, caschiamo tutti in tondo...
Ma se il primo volo è diretto alla grande, il secondo (quello SENZA paracadute) è ancora più sfrenato e pazzo, non è certo un caso se, dopo l’uscita di questo film, è scoppiata la moda degli sport estremi.
Kathryn Bigelow domina aria e acqua… E la terra direte voi? A terra Katrina dà il suo meglio, la camera a mano durante la rapina (stessa tecnica usata anche in “Strange Days) è forse il momento simbolo di “Point Break”, capace di trasformare lo spettatore nel quinto rapinatore della banda degli Ex Presidenti, se volete potete scegliervi anche la maschera di gomma che volete… Io vi consiglierei un certo Ex Premier italiano appassionato di barzellette, poi fate voi.

Ma tra le scene d’azione a terra, non ho dubbi, la mia preferita è il lunghissimo inseguimento a piedi tra Utah e Bodhi tra le villette. Se oggi uscisse un film d’azione, con quella stessa identica scena, sarebbe ancora moderno innovativo e girato con un montaggio che levati, ma levati proprio. La coreografia poi è ottima, sono passati anni, ma io non ho ancora mai visto nulla di paragonabile al momento in cui Patrick Swayze in fuga, lancia un cane in faccia a Keanu Reeves, ve lo ripeto, Bodhi scaraventa un PITTBULL di 40 Kg addosso a Utah… Meraviglioso! Per il cane non lo so, ma per lo spettacolo sicuramente!


Quando parlano di cani da guardia, non credo che intendano proprio questo...
Certo è anche vero che oggi, anno di grazie 2016, forse risulta un po’ difficile credere alla filosofia naif dei Surfisti, che voleva portare pace e amore nel mondo, snocciolando frasi del tipo “La pace si conquista con una potenza di fuoco superiore”, ma tutti i film prima o poi invecchiano, solo qualcuno riesce comunque a restare un classi(D)o!

Tanto classico da cambiare per sempre la percezione delle rapine in banca, al cinema (tipo “the Town” giusto per fare un titolo), ma anche nella realtà. Mi piacerebbe sapere quante rapine sono tate fatte (o tentate) da rapinatori con maschera da ex presidenti, metterei il mio dollaro sull’opzione “Un casino”.


Il monte Rushmore dei film d'azione moderni.
Sempre parlando di lascito, lo dicevo anche parlando dell’ultimo film della saga, ma giova ricordarlo, specialmente agli spettatori più giovani: vedendo questo film oggi, di fronte ad un poliziotto infiltrato che si lascia contagiare dalla filosofia del criminale pieno di carisma, potrebbe correre il rischio di scambiarlo per un Fast and Furious qualunque. Niente di più sbagliato: la Famiglia Toretto non ci sarebbe MAI stata senza questo film, perché Fast and Furious è “Point Break” con le auto tamarre al posto del Surf, non viceversa.

Questo è il motivo per cui malgrado i piccoli difetti, “Point Break” resta una pietra miliare, diretto da una che se dovessi paragonare ai colleghi maschi, lo farei solo per dire che dirige meglio di molti di loro, questo film è una delle tante prove, capace di staccare coppini sulla nuca a tante pellicole più moderne ancora oggi, in qualunque giorno della settimana, che il mare sia grosso oppure piatto.

14 commenti:

  1. Mi lancio con l'aereo per batterti il cinque più alto della storia! :-D
    "Point Break" è stato il punto di rottura del cinema d'azione: esiste il cinema prima e il cinema dopo, e questo film è lì al centro a dirigere il traffico.
    Quando è uscito tutti eravamo in ginocchio in adorazione. Keanu faceva lo scemo in stupidate giovanilistiche (che comunque sono migliori delle commedie di oggi!) e dopo il film è diventato un divo cazzuto, smettendo totalmente qualsiasi espressione visiva. Hai perfettamente ragione: non ci sono prove di suoi movimenti facciali nella sua carriera successiva :-D
    Della Bigelow tutti dicevamo: «Be', è la moglie di James Cameron: è ovvio che diriga come lui!» (in realtà divorziò lo stesso anno di questo film). "Il buio si avvicina" l'avevano visto in pochissimi e penso di essere stato l'unico a trovare gagliardo "Blue Steel", anche se è passato come una cometa finendo nel dimenticatoio subito dopo.
    Io ho visto in sala "Point Break", ma quando finalmente mi decisi ormai lo davano solo in un piccolo cinema del centro di Roma. Durante la visione vedevo tizi alzarsi, uscire, tornare... forse che il film non piaceva? La pellicola saltò in più punti e stabilii che in quella fetecchia di cinema non dovevo tornarci più. Tempo dopo scoprii che quel cinema era un noto centro "segreto" di prostituti! In pratica si fomentavano con Keanu e Patrick sullo schermo :-D
    Malgrado la ridicola locandina italiana, che con una foscioppata ridicola mise un immotivato M16 in mano a Swayze, "Point Break" è stato un mito per tutti, perché fu chiaro che da quel momento c'erano solo due modi per fare cinema d'azione: fatto o bene o fatto alla Bigelow. E sono entrambi la stessa cosa...
    Poi ha fatto quella bojata di "K*19", roba di servizio come "Hurtlocker" giusto per vincere l'Oscar, quella sciacquata di palle di "Zero Dark Thirty" e in generale ora rinnego fortemente la Bigelow: "Point Break" per me rimane il suo ultimo film. Ci metto "Strange Days" giusto per qualche scena ispirata e perché c'è un cameo di Skin quando stava ancora con gli Skunk Anansie...
    Evito di esprimermi su quei pagani blasfemi che stanno per presentare il remake di "Point Break", mi limito a vaticinare che per 30 giorni i social esploderanno di gente che lo attacca e lo difende e poi nessuno, ma proprio nessuno, lo citerà mai più. Invece "Point Break" anche nel 3016 lo staremo ancora a venerare ;-)

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    1. Aspetto ad aprire il paracadute perché prima devo ricambiare il tuo high five ;-)

      Il film ha dei difetti, non credo sia invecchiato male, penso sia sempre stato naif in alcuni passaggi, proprio come “Blue Steel” che è pieno di momenti semi-comici, ma quando fa sul suo, lo fa davvero ed è un filmone (la sparatoria finale… Quella sparatoria finale che meraviglia!!) e per me fa parte della sacra-Katrin-trilogia: Blue Steel, Point Break e Near Dark/Il buio si avvicina, uno meglio dell’altro :-D

      Esatto la Bigelow decise che aveva sopportato il caratteraccio di James Cameron fin troppo, ma è semrpe stata una regista con i punti di riferimento giusti, Milius e Peckinpah per primi.

      La tua storiella sul cinema e le sue movimentate attività è un capolavoro! :-D In pratica eri finito nel cinema di “Midnight cowboy” con Jon Voight ;-) Allora anche nel ’91 il film veniva percepito come carico di sessualità…

      “K19” dovrei rivederlo, così come quello con Sean Penn (Il mistero dell’acqua mi pare…) che mi manca, per il resto concordo con te, difetti, cani volanti, surfisti sexy, la super vista di Keanu, dite cosa volete, ma questo film è stato un “Punto di rottura” non solo nel titolo ;-) Cheers!

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    2. Quotone completo, cinque alto/cinque basso a pendolo, brofist e strizzatina saputa d'occhio al Lucius.

      Di mio posso solo dire che è grazie a questo film visto da piccolo che poi coll'ombrellone di seta mi ci sono gettato davvero e

      KATRINA <3 <3
      LORY <3

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    3. Sapevo che il Surfista dentro di te non poteva che apprezzare questo filmone di Katrina, High-Bro-Fist-Five ;-) Cheers!

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  2. Lo conosco solo per la citazione in "Hot fuzz", ammetto. Alcuni capolavori della tamarreide mi mancano da una vita.
    Segno che pure le donne sono più maschie di me ^^'

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    1. Hott Fuzz ha fatto un memorabile omaggio ai film d'azione, questo te lo consiglio caldamente. In questo film sono tutti più maschie dei loro colleghi, e poi c'è Katrina che dall'altro ti piglia tutti i coppini ;-) Cheers!

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  3. Quando lo vidi citato in "Hot Fuzz" morii dal ridere!
    Certo che è invecchiato proprio bene "Point Break"... Sono un sacco scettico su questo nuovo titolo. Che mi toccherà ovviamente vederlo per giudicarlo.

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    1. Anche io sono molto scettico, preferirei rivedermi "Hott Fuzz" 100 volte, cioè, altre 100 volte ;-) Cheers!

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    2. "SCETTICI"???? raga ma che NON-vi calate?? E' una gigantesca, fumante, fragrante cocente iper montagna di merda. Basta guardare il trailer....O considerare che il protagonista si chiama Utah solo come nomigliolo datogli dai colleghi perchè suona come "YouTube" perchè lui è famoso per i video di sport estremi che pubblica.. Poi però si scopre che lui è ANCHE dello Utah. Persino le scene "estreme" sono girate ammmmerda.

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    3. “Scettici” is the new “Non ci posso credere che abbiano messo le loro zampacce luride anche su questo capolavoro della vita, infangandone per sempre il ricordo e la gioia ad esso legato” ;-)

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  4. Metà anni '90, vedo in TV questa scena pazzesca di tipi che si lanciano col paracadute e rimango a bocca aperta, passa mia madre, vede il bollino rosso e cambia canale. Se ne va, cambio di nuovo, scena dell'ultima rapina, torna mia madre e mi caccia a letto. Quando lo rividi anni dopo, una volta finito, passai un'ora buona a digerirlo sul divano guardando il soffitto. Hai ragione, molti dettagli della sceneggiatura sono un po' debolucci, il fatto è che mentre lo guardi manco te ne accorgi, da tanto è confezionato bene.

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    1. Ogni tanto torna il famoso discorso sui “Film da non guardare quando la mamma è in giro”, il bollino rosso, che ricordi, per me ha sempre voluto dire, ok, forse adesso passano un film come si deve ;-) Il Classido si misura anche dal suo lascito, quello di “Point Break” è stato enorme, la regia di Katrina è micidiale ancora oggi, questo fa distogliere lo sguardo sui difettucci, sparando in aria gridando Arrrrrggggh ;-) Cheers!

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  5. Uno tra i miei film preferiti in assoluto. Lo vedo e lo rivedo e lo cito spesso a sproposito nella vita di tutti i giorni dicendo al mio ignaro e povero interlocutore cose tipo "Io stavo sotto le bombe in Vietnam quando tu ancora giocavi con la cacca e te la strofinavi in faccia". E spessissimo alla domanda cosa hai fatto oggi mi capita di rispondere:"Ho fatto il mio primo tubo questa mattina, Signore". E quando mi domandano E tu? rispondo:"Io non mangio la pelle del pollo". E se poi mi ritrovo in una situazione di estrema crisi tipo se prendere l'autobus delle 15 o quello delle 17:30 avverto il mio compagno di viaggio: "La non lo puoi chiedere il time-out per tornare sulla spiaggia se non ti piace come si mettono le cose". Ma soprattutto una battuta che spesso cito e che di per sé è impossibile da comprendere è, dopo una ordinazione: "Ah, Utah! Due eh!". Che follia vero? Ad ogni modo concordo,la scena dell'inseguimento è pazzesca e ancora oggi stracult. Tra l'altro ho appena finito di vedere la versione 2015 e posso effettivamente dire che è di una bruttezza rara. Così brutto che si è rivelato proprio il film brutto che volevo vedere. Senza senso, con buchi di sceneggiatura interessanti, con una logica senza logica. Point Break, l'originale, rimane insuperabile.Ma non c'è da stupirsi.

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    1. Con me sfondi una porta aperta, io ancora mi stupisco di non essermi mai messo a surfare la scrivania del mio ufficio, ma se mi portassi del Jack e una pacco da sei di birra come fanno Utah e Gary Busey potrei anche farlo ;-) Questo film è strapieno di frasi di culto, ne ha talmente tante che potrebbe donarle ai film sfortunati che non riescono a mandare a segna una frase azzeccata nemmeno per errore, le citazioni volontarie o meno nella vita reale, sono (per me) un buon modo per calcolare la riuscita di un film, o la sua passione per esso.
      Il remake è di una bruttezza cosmica, un vuoto che ribadisce quando l’originale sia ancora inarrivabile ;-) Cheers!

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