sabato 12 marzo 2016

Mucho Mojo di Joe R. Lansdale: Buena Buena Medicina...


Considerando che i romanzi della serie di Hap e Leonard sono i migliori tra quelli scritti da Joe R. Lansdale, allora posso dire che “Mucho Mojo” è probabilmente il migliore della serie, questo dovrebbe farvi capire che stiamo volando ad un’altezza dove l’aria è molto, molto rarefatta.

Mi risparmio il riassunto su chi sono Hap e Leonard, se non li conoscete, sono i vostri prossimi personaggi preferiti e vi basti sapere questo, oppure trovate tutto quello che vi serve sapere su questi due matti, nel commento della loro prima avventura Una stagione selvaggia.

Alla morte dell’amato Zio Chester, Leonard eredita un po’ di soldi e la fatiscente casa del parente, ma anche un libro (“Dracula” di Bram Stoker), molti, moltissimi buoni sconto e una chiave che apre un baule il cui contenuto proietterà un ombra oscura sullo Zio di Leonard, il lutto e qualche soldo in più in tasca, li trasformano subito nella nuova indagine della coppia più bella del mondo.

Il volume è l’agognata ristampa della seconda avventura dei due personaggi, per anni rimasto nel limbo editoriale e impreziosito da una bella introduzione di Big Joe che ci racconta come in questa storia continuava a fare capolino la “voce” di Hap, seguendo questa vocetta, Lansdale si è ritrovato a scrivere tutto il libro dal punto di vista di questo personaggio. Al netto dei risultati, possiamo dire che non gli è venuto fuori affatto malaccio.


L'Autore della copertina Americana ha davvero il dono della sintesi...
Iniziamo subito dalle critiche, la più grossa che si può muovere a  “Mucho Mojo” è il fatto che non sia poi così difficile intuire chi è il colpevole, specialmente se si conoscono i Topoi letterali di Lansdale, ma lasciatemelo dire, è una critica da poco, perché la storia riserva un colpo di coda nel finale, inoltre, ho amato moltissimo l’idea di Hap che decide di improvvisarsi profiler, cercando di delineare l’identità e il passato dell’assassino. Così facendo il buon Hap si avvicina anche parecchio alla soluzione, che poi a ben pensarci è anche un'ottima trovata letteraria, per illustrare al lettore le motivazioni dell’assassino, senza tediarlo con verbosi spiegoni nel finale, davvero ben fatto Joe!

La storia è impreziosita da varie chicche, direttamente dal “Lansdaleverso” arriva Marvin Hanson, il roccioso poliziotto che mastica sigari spenti per non fumarli, già protagonista di un altro bel romanzo di Lansdale (“Atto d’amore” consigliatissimo!), ma anche la bella avvocatessa Florida Gange, una “Black magic woman” che oltre a spiegarci il significato dell’albero bottiglia davanti alla nuova casa di Leonard (e quindi il titolo del libro) fa perdere la testa ad Hap.

Attraverso questo personaggio lo scrittore texano può parlare di un tema ricorrente nei suoi romanzi: il razzismo. Di fatto Florida è il frutto dell’ambiente in cui vive e delle sue (brutte) esperienze passate, malgrado quello che prova per Hap, si vergogna a farsi vedere in giro con un bianco, il ribaltamento del solito punto di vista sul razzismo è una trovata molto originale per trattare un tema complicato e troppo spesso banalizzato. Inoltre, la storia offre il giusto bilanciamento tra personaggi buoni e cattivi, indipendentemente dal colore della pelle, un tema portante per Lansdale, che ci ricorda costantemente nei suoi romanzi che i bastardi (ma anche le brave persone) stanno da tutte le parti, indipendentemente da sesso, colore della pelle, orientamento politico e gusti sessuali, proprio qui in “Mucho Mojo” Leonard esprime lo stesso concetto… Ma con molte più parolacce!


Mucho Gufo? Gufo Mojo?
Rileggendo il romanzo ho ritrovato un intreccio frizzante, il modo in cui Lansdale gestisce gli indizi lasciati da Zio Chester e tutti filtrati dalla sua mente afflitta dalla malattia è davvero ottimo, poi come al solito Big Joe farcisce il tutto con dialoghi fantastici,

Riuscendo a parlare con la stessa facilità di temi importanti come il razzismo, oppure a far cazzeggiare Hap e Leonard intenti a dialogare del più e del meno, un esempio? Non ordinerete più la maionese in un Fast Food dopo che Lansdale (per bocca di Leonard) ci avrà svelato il grande complotto nero ordito contro l’uomo bianco

Un capitolo che trovo semplicemente meraviglioso arriva verso la fine del romanzo, mentre i protagonisti (e noi lettori insieme a loro) sono tutti presi dall’indagine, gli “adorabili” vicini di casa di Leonard, spacciatori incalliti della vecchia casa a fianco, tornano a fare capolino nella storia. Lansdale sceglie il momento perfetto, tra il caldo del Texas meridionale, ben descritto da Joe e le frustrazioni che attanagliano i due protagonisti (Hap in pensiero per Florida e Leonard per suo Zio) i due compari decidono di passare all’azione, che inizia con un dialogo:
Hap: “Non puoi ucciderli”
Leonard: “Posso uccidere la casa”

Non potendo concludere nell’immediato l’indagine, i nostri decidono di liberarsi di un po’ di “Negatività” nell’aria e usando il loro tipico stile fanno piazza pulita degli spacciatori. Il modo in cui Lansdale descrive la lotta è a dir poco spettacolare.


Propongo una nuova serie Tv: "La Famiglia Lansdale".
Poi i battibecchi tra Charlie e Hanson, le continue battute sui vestiti della K-Mart o su come Leonard si presenta conciato al funerale dello Zio (“Sembri un Buddy Holly nero e frocio lo sai?”), la dolcezza di MeMaw, davvero uno non vorrebbe mai arrivare alla fine di questo libro!

Un romanzo a cui sono particolarmente legato anche perché ho avuto l’onore e la fortuna di farmi autografare la mia copia di “Mucho Mojo” da Big Joe in persona, quando ha fatto parte della giuria del Torino Film Festival… Vi assicuro che dal vivo è identico a come uno si immagina Hap, gentile e con un accento impossibile!

Insomma, “Mucho Mojo” è un libro fantastico, un Noir Thriller che ti fa sentire addosso il caldo, il sudore e i pizzichi di zanzare del Texas Meridionale, per una storia truce, sordida che è ben riassunta da quel concetto di magia cattiva che ci spiega Florida, c’è “Mucho Mojo” nell’aria e Hap e Leonard sono l’antidoto a tutta questa magia nera.

Al resto ci pensa la prosa di Joe R. Lansdale, ipnotica, comica, divertente, appassionante, capace di terrorizzarti e farti riflettere su grandi temi, sempre grazie a personaggi di carta sì, ma scritti così bene da sembrare quasi reali. Scrivere così è magia, magia buona, anzi buonissima, un sacco di Mucho Mojo, ma di quello migliore possibile.

8 commenti:

  1. Te l'avevo detto che "Mucho Mojo" è il vero capolavoro di tutta la serie.
    Purtroppo l'unico vero difetto è che si capisce subito chi è il killer, diciamo che conoscendo Lansdale, si capiva subito che il personaggio che sembrava troppo perfetto e troppo buono per essere vero era il più falso di tutti!

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    1. Esattamente così, penso che il trio "Mucho Mojo", "Il mambo degli Orsi" e "Bad Chili" siano i tre romanzi migliori della serie, in alcuni momenti penso che "Two bear's mambo" sia il mio preferito ;-) Cheers!

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  2. Insieme ad Il Mambo Degli Orsi, il mio preferito della serie.
    Non però il mio libro preferito di Joe, però.
    Quella palma se la giocano La Sottile Linea Scura e In Fondo Alla Palude.

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    1. Hai citato alcuni dei miei titoli preferiti di Big Joe, in fondo alla palude é fantastico ;-) Cheers!

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  3. Applausi spelladita! L'edizione Bompiani all'epoca era impossibile da rimediare, ormai chi la possedeva la scambiava solo con reni e pezzi di fegato, e l'Einaudi ci ha messo una vita a ristamparla! (per fortuna già c'erano i pirati che erano più lungimiranti delle case editrici...)
    E' in assoluto il primo romanzo che ho letto di Lansdale, agli inizi del Duemila, prima di spendere un patrimonio tra eBay e librerie per rimediare tutto quello che mi mancava ;-)

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    1. Direi che un pezzetto di fegato questo romanzo lo vale ;-) Ti capisco perchè quando ho scoperto Lansdale mi sono lanciato anche io in una caccia spietata per recuperare tutto tra libri e fumetti ;-) Cheers!

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  4. Letto sul treno mentre stavo andando a fare una presentazione a Milano XD
    Beh, hai detto tutto. Un libro che fa capire tutta la classe e lo stile di Lansdale, che mette dentro concetti molto pesanti senza annoiare un solo istante.

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    1. Tu hai aggiunto il resto, lo hai letto in treno perché si legge tutto d'un fiato per via della prosa di Big Joe ;-) Cheers!

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