martedì 24 maggio 2016

Frankenstein (2016): Oppure devo chiamarlo Frank3n5t31n?


Tempi duri per essere la celebre creatura del dottor Frankenstein, dove ti giri qualcuno cerca di riportarti in vita al cinema, ci ha provato il figlio del grande John, Max Landis, con risultati diciamo rivedibili. Alla lista degli aspiranti dottori aggiungete anche Bernard Rose.


Ogni volta che penso a Bernando Rosa, mi vengono subito in mente due titoli: uno è il fighissimo “Candyman”, l'altro è “Amata immortale” dove il grande Gary Oldman vestiva la parrucca di Ludwig van Beethoven. Ecco, poi, però penso anche ad un altro titolo, ovvero “SXTape”, la storia di due che decidono di andare a fare un filmino in un ex ospedale (mi pare…) storicamente infestato dagli spettri e se vi sembra un'idea del cazzo è solo perché non avete visto il film.

Il buon Bernardo prova a dire la sua sull’icona creata da Mary Shelley, no niente storia narrata dal punto di vista di Igor come ha fatto il giovane Landis, questa volta gli scienziati sono due: Viktor e Marie Frankenstein, marito e moglie con il volto di Danny Huston e Carrie-Anne Moss.

"Un pò di rispetto Cass, sono comunque il figlio del grande John".
Il loro figliolo si chiama Adam (fantasia, portami via…) è bello bello in modo assurdo, infatti è interpretato da Xavier Samuel, uno che ha recitato in Fury, anche se proprio non mi ricordo di lui, però in compenso ha fatto anche “Twilight” dove interpretava, ehm… Qualcuno, insomma, non proprio il campione del mondo del carisma ecco.


"Anche tu benedetto figliolo, dopo Twilight proprio questo film dovevi fare?".
La coppia non fa in tempo a chiamare zia Anjelica e zio Neo, che Adam si riempie tutto di pustole e bubboni purulenti, la pubertà? Diciamo più la mostruosità che gratta la porta per uscire, il mostro fugge dal mega-laboratorio super tecnologico collocato in un sotterraneo della villa dei Frankenstein (perché avere la tavernetta dove dare le feste è considerato “Out” ormai) e invece di vagare per la brughiera, si ritrova nella soleggiata e decadente Los Angeles.

Da qui in poi il film di Bernard Rose è ricalcato sulla struttura del romanzo originale di Mary Shelley (monologhi interiori del protagonista compresi), ma in un'ambientazione moderna e urbana, quindi giù di bambini e di barbone cieco! interpretato da chi? Dal grande Tony Todd, l’indimenticato “Candyman” e tutto quello che questo “Frankenstein”, anzi “Frank3n5t31n” come dice la locandina che dà evidentemente i numeri, ha da dire lo fa in questa porzione di pellicola.

"Una volta terrorizzavo il pianeta, ora suono per una moneta...".
Giovane, sfigurato da piaghe e bubboni e senza un modo che sia uno per capire il mondo intorno a sè, Adam mi ha ricordato un altro Frankenstein, Frank Einstein, ovvero Madman che, però, si nasconde tra i senzatetto come Spawn nei primi numeri della sua serie, un personaggio che è un METAFORONE con le gambe dei reietti del mondo, impreziosito da una caratterizzazione semplice, ma efficace.

Adam in alcuni momenti è impacciato e decerebrato, il altri solamente violento oltre misura, per la semplice ragione che non solo non controlla la sua forza, ma non ha la minima capacità di giudizio, incapace di distinguere anche i concetti fondamentali come giusto o sbagliato, ma anche vita e morte, per il semplice fatto che nessuno gli ha insegnato nulla, il film, la trama e la messa in scena (grezza e poverissima) sono tirati talmente tanto all’osso che questa cosa salta agli occhi. Ecco, peccato che i lati positivi del film finiscano qui.


Ragazzo, dobbiamo fare qualcosa per quella brutta acne...
Bernardo non tira via la mano con sangue e violenza, quello che balza agli occhi, però, è la mancanza di fondi, a tratti sembra quasi di guardare un film Asylum, girato in quattro location, invece di sembrare un film fatto alla vecchia maniera, sembra solo una poverata, il cinema fatto con pochi soldi non mi fa mai storcere il naso, ma qui la pecunia scarseggia e i momento WTF (in Italiano “MACCOSA” come direbbe il Maestro Ortolani) abbondano.

La voce fuori campo del protagonista che si esprime usando la prosa originale di Mary Shelley non mi ha turbato nemmeno tanto, più che altro vogliamo parlare della… Ehm, stampante 3D che il Dottore utilizza al posto del classico fulmine per dare vita alla creatura? Oppure del fatto che i due coniugi non si pongano il minimo problema di cercare Adam e vivano tranquilli nel loro villone da nababbi? Su come il mostro riesca a trovare il laboratori preferisco non parlarne, no sul serio, non volete saperlo!


"Ancora un pò di botox e sei pronto".
Insomma fare peggio di Max Landis non so se era possibile, ma tra le due trasposizioni, questa mi è sembrata la peggiore, forse anche per via della grafica del titolo sulla locandina, ma che sono tutti quei numeri? Cosa stiamo facendo la versione bimbominkia di Frankenstein? Ma stiamo 5ch3rzando!?

8 commenti:

  1. Non c'è fine allo sfruttamento di Franky, ormai ne esce uno l'anno! Il bello, anzi il brutto, è che più film fanno meno hanno da dire sull'argomento: erano più innovativi i sequel apocrofi della Universal con Lugosi e Chaney :-P
    Ormai solo la Asylum ha le idee migliori... e però sono tutte sbagliate :-D

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    1. Si i film della Universal erano decisamente meglio hai ragione! Ancora spero nella versione di Guillermo Del Toro, ma il Messicano ha tante (belle) idee e troppi pochi produttori.
      Ecco perché la Asylum va così forte, almeno loro una forma di idea ogni tanto la sfornano… Male ma lo fanno ;-) Cheers!

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  2. Ormai sto rinunciando a vedere film su Frankenstein o ispirati all'opera...

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    1. Hai ragione, ultimamente è una strage, non ne viene fuori uno giusto (come direbbe il Dottor Frankenstein) ;-) Cheers!

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  3. Ci credi che mi ispirava? :/
    Ora però non togliermi il saluto...

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    1. Ma figurati, io me lo sono pure visto dovrei smettere di salutarmi da solo ;-) L'idea era carina, il film ha qualche momento (pochi, pochissimi...) poi si perde in un niente. Cheers!

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  4. è senza dubbio il personaggio letterario meno compreso dal cinema...
    di versioni buone non ne ricordo davvero... ce ne sono state di accettabili, ma buone no, decisamente no

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    1. Hai ragione, pensare che il potenziale è infinito, forse solo i vecchi film Universal ne hanno colto la grandezza, per il resto bah! ;-) Cheers

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