sabato 25 febbraio 2017

Wolverine Arma X: Come una bestia feroce


Mentre Lucius Etruscus scalda i muscoli in vista dell’uscita del prossimo film dedicato alpiù famoso mutante di casa Marvel, io riesco finalmente ad aggiungere alla mia collezione di fumetti “Arma X” di Barry Windsor-Smith, quindi prima di correre tutti al cinema, dò il più piccolo contributo a… Road to Logan!


Pubblicato per la prima volta sulle pagine di Marvel Comics Presents (numeri dal 72 al 84) da Marzo a settembre 1991, “Arma X” non è stata soltanto la storia che ha maggiormente influenzato uno dei personaggi Marvel più celebri e amati di sempre, ma anche uno di quei pochi casi in cui un artista ha avuto il completo controllo sulla sua opera: testi, matite, chine, colori e copertine, sono stati interamente curati da una sola persona, Barry Windsor-Smith.

L’artista inglese, classe 1949, fino a quel momento aveva già lavorato su Daredevil e Nick Fury, è celebre per il suo ciclo di storie dedicate a Conan il Barbaro e Red Sonja, ma ancora oggi il suo nome è associato proprio a “Weapon X” un ciclo di storie che è stato ristampato spesso in volume, tanto da venir quasi considerata una Graphic Novel a sé stante e che da poco Panini Comics ha deciso di ristampare in un'edizione che ha tutto per ambire ad essere quella definitiva.

Il formato è quello maxi della collana Tesori Marvel, per capirci quello già utilizzato per ristampare l’incontro tra i Dottori di casa Marvel: pagine giganti, carta patinata, per voltare le pagine bisogna fare gesti ampi tanto che sembra di stare alla guida di un camion e, se devo dirla tutta, il volume costa anche un occhio (25 euro), ma sono soldi ben spesi, perché così è davvero possibile godersi ogni tratto di matita di Barry Windsor-Smith.


Mi sono divertito a fare il confronto con un qualunque altro fumetto della Panini.
Il volume, inoltre, è impreziosito da una sovra copertina pieghevole che, una volta srotolata tipo pergamena del mar Morto, diventa un poster di gigantesche dimensioni! Insomma, uno spasso, oltre alle mensole delle vostra collezione di fumetti, potete tappezzarci casa, ma soprattutto, questo fumetto potete leggerlo e qui arriva davvero il meglio.

Lo metterei in una cornice sopra il camino, se solo ne avessi uno.
“Arma X” riesce ad essere una storia godibile anche da chi è completamente all’asciutto del complicato mondo dei personaggi Marvel, vi basta un'infarinatura sul personaggio e potete godervi il volume, anche perché raramente un fumetto della casa delle Idee è stato così lontano dai suoi soliti standard, ad esempio, oltre a Wolverine, non compare nessun altro super eroe e anche così il nostro protagonista ha ben poco di eroico.

Nudo e muto per (quasi) tutto il tempo, Logan in questa storia è coperto solo di cavi, aghi piantati sotto pelle e il sangue delle guardie di sicurezza che prima lo hanno trasformato in una cavia da laboratorio e poi vittime sacrificali, corpi lanciati contro la furia di una belva feroce in cerca di vendetta.


Una delle splash page più celebri, con i nuovi colori di Richard Isanove.
A distanza di quasi 26 anni dalla sua prima uscita, è ancora uno dei fumetti più violenti mai pubblicati dalla Marvel, ma non sono solo i litri di sangue versato a fare di “Arma X” una storia così importante, come sottolinea il mitico Larry Hama (a lungo scrittore di Wolverine negli anni ’90) nella prefazione al volume: questa storia è un ottimo esempio del potenziale del fumetto, come media a tutto tondo.

Per quanto affiatato, un team creativo, composto da scrittore e disegnatore, può sfornare ottimi fumetti, ma quando disegnatore e sceneggiatore sono la stessa persona, il controllo sull’opera finale è totale, come totale è il controllo di Barry Windsor-Smith sull’arte fumettistica, è chiaro fin dalle prime tre vignette.

Gli occhiali dell’uomo che per tutta la storia viene chiamato solamente “Il professore”, ingrandiscono le ultime lettere delle parole stampate su un foglio “Experiment - X”, ma nella rifrazione delle lenti, noi lettori possiamo leggere solo le parole “X-Men”, il tutto mentre il professore inforca nuovamente gli occhiali, tre vignette statiche che insieme formano un unico movimento dinamico, quasi cinematografico.


Sarà miope o presbite, anzi scusate "PreXbite".
Le prima pagine di “Arma X” sono un'ulteriore sfida al lettore, in una sola pagina Barry Windsor-Smith riesce ad inserire anche tre momenti diversi della vita del personaggio ed è proprio grazie agli strumenti forniti dal fumetto come media, che possiamo distinguere in quale momento della vita di Logan si svolge quella porzione di pagina. Bisogna fare attenzione al contenuto delle didascalie e all’uso dei colori per barcamenarsi tra i primi capitoli.

Il risultato è che da lettori ci si ritrova spiazzati, ma perfettamente immedesimati nel protagonista, un uomo con la mente spezzata e frammentata che cerca di trovare un senso a quel poco che resta dei suoi ricordi.


Wolverine sguaina i suoi artigli per la prima volta, un mito nato nel sangue.
Procedendo con la lettura, la storia cambia punto di vista concentrandosi sul professore e i suoi aiutanti Cornelius e l’assistente Carol Hines e assume toni quasi horror, Wolver… Pardon, l’esperimento X in fuga, diventa una minaccia che potrebbe colpire da ogni lato ed, in effetti, c’è un momento in cui esce “dalle fottute pareti” per citare il film piuttosto famoso, la dinamica diventa quasi quella di uno slasher, con i protagonisti isolati in un posto senza uscita e braccati da un assassino inarrestabile e silenzioso.

Ed è anche mascherato come Michael Myers o Jason Voorhees.
Ma appena “Arma X” corre il rischio di diventare soltanto una storia di vendetta, Barry Windsor-Smith si gioca la carta di quel finale, ambiguo e aperto ad interpretazioni, ma anche perfettamente coerente con i primi capitoli della storia, che porta immediatamente “Weapon X” ad un altro livello e “BWS” tra le crema degli artisti del fumetto.

Il tutto partendo da quello che allora erano davvero pochissimi indizi sul passato di Logan, sparsi qua e là lungo le sue storie a fumetti, Barry Windsor-Smith ha creato la notte (o le notti) che hanno dato vita al mito del personaggio. Ai tempi non esistevano i film dedicati al personaggio e nemmeno la miniserie “Origins” (uscita solo nel 2006), eppure con una singola storia, tirata, coinvolgente e drammatica, Barry Windsor-Smith ha creato quintali di iconografia. Basta dire che anche nell’ultimo (in ordine di tempo) film, X-Men Apocalisse, Bryan Singer ha voluto omaggiare questa storia, in una scena che sembra presa di peso dalle tavole di questo volume.

I ragazzi della Panini Comics, pescando dai loro archivi, hanno voluto aggiungere in coda al volume, altre due tavole, disegnate dallo stesso “BWS”, prese dal numero 167 della serie regolare di Wolverine, due paginette che avevo già letto, perché allora collezionavo ancora la rivista dedicata all’artigliato canadese e ricordavo la storia scritta da Frank Tieri che faceva un minimo di retro-continuity, inserendo un nuovo cattivo sopravvissuto per miracolo al massacro perpetuato da Logan durante la notte della sua fuga.


Tutto lo straordinario talento di Barry Windsor-Smith.
Le tavole hanno una diversa colorazione, ma se l’intento del curatore dell’edizione, era quello di ribadire quanto “Arma X” sia un gran fumetto, obbiettivo raggiunto, i disegni di Barry Windsor-Smith sono sempre ottimi, ma è nell’utilizzo delle vignette che si vede la differenza tra un buon mestierante e un maestro del fumetto.

12 commenti:

  1. Barry Windsor-Smith al suo apice, volume eccezionale!
    Ma già ne aveva dato prova nell'altrettanto bellissimo numero di X-Men Lupo Ferito sempre con Logan protagonista ( pubblicato negli Incredibili X-Men 19, mi pare).
    Senza contare i suoi bellissimi disegni nei due Vitamorte con Tempesta protagonista.
    Barry si può solo idolatrare!

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    1. "Lupo ferito" era un'altra delle storie del personaggio che preferisco, così le "Vitamoerte", ma tutto quello scritto da X-Chris in quel periodo era oro. Dici bene, un talento da idolatrare e basta ;-) Cheers

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  2. Stupendo, davvero.
    Esplode in tutta la sua furia 90's, nei disegni. Era un'epoca d'oro per il fumetto supereroistico, quella (ricordi Spawn e company?).
    Molto interessante, dovrò procurarmelo.
    La scena degli occhiali è micidiale.

    Moz-

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    1. Ero un grande lettore di "Spawn" ai tempi mi piaceva molto, questa storia ha degli ottimi disegni, e tutto viene sfruttato per narrare, dalle vignette fino ad arrivare all'uso dei colori ;-) L'Edizione delle Panini costa, ma vale davvero la pena, a fine volume ho voluto rileggermelo da capo, non mi accadeva da un po'. Cheers!

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    2. Good, amo quando si è soddisfatti dalle cose :)

      Moz-

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    3. Esatto quando uno ha appena finito di "raccontarti" una storia ci si vorrebbe sempre sentire così ;-) Cheers

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  3. Splendido recupero e grazie per i link multipli ;-)
    In questi ultimi anni ho riscoperto Barry per il suo eccezionale lavoro con la Red Sonja delle origini, ma quel che mi stupisce è che sebbene non abbia mai fatto nulla per seguire l'universo Marvel... ho conosciuto Wolverine PRIMA di questa storia!
    Ero convinto, chissà perché, che Weapon X fosse roba degli anni Settanta, invece scopro da te risale "solo" al 1991! Io nell'aprile 1990 comprai in edicola un fumetto dalla copertina che mi intrigava, con un titolo curioso: "Il Punitore". C'era un tizio con un teschio sulla maglietta e un fucilone in mano aggredito da un matto a torso nudo e con la pelliccia di leopardo usata a mo' di mantello... Era la celebre "African Saga" dove Castle si scontrava pesantemente, e per la prima volta, con il canadese con cui in seguito ha stretto una specie di amicizia. "Ma perché 'sto tizio c'ha le unghie lunghe?" mi ripetevo per tutta la confusa lettura: non ci capii una mazza ma rimasi ammaliato dal Punisher e iniziai a leggerlo avidamente. Quindi del tutto casualmente posso dire di aver conosciuto Wolverine PRIMA che ne venissero scritte le origini :-P

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    1. Figurati un piacere ;-) Purtroppo non ho mai letto "African Saga" ma mi fa piacere leggere che anche tu hai avuto un incontra casuale e folgorante con Frank Castle ;-) Il bello di Wolverine è anche questo, nato come cattivo di Hulk, è diventato un personaggio mitico, grazie ad un passato che per decenni è stato un vero mistero, BWS qui ha raccontato le origini negli artigli, dell'adamantio e della mancanza di memoria del personaggio, ma per sapere tutto, abbiamo dovuto attendere fino ai primi anni 2000 con "Origins", non credo esista un altro personaggio a fumetti, con un passato più misterioso di Logan ;-) Cheers

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  4. Non l'ho più letta dal 1991, quando usciva a puntate su Marvel Comics Presents. Ma dovrò comunque rileggerla quando affronterò nel blog gli anni '90 di BWS... tra un paio di anni, a occhio e croce.
    Grazie per questa rece :-)

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    1. Non preoccuparti, aspetterò tutto il tempo necessario per leggerti, quando si parla di maestri del fumetti sei una fonte inesauribile da cui apprendere, grazie a te ;-) Cheers

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  5. Volevo rileggerlo anch'io... Ma credo che il volume originale abbia fatto una pessima fine :(

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    1. Mi spiace, sembre brutto quando un fumetto va perso per sempre. La nuova versione della Panini merita se sei in vena di fare spese. Cheers

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