sabato 12 agosto 2017

Morte a 33 giri (1986): Trent'anni ad alto volume!


Sapete cosa succede quando siete allo stesso tempo appassionati di film Horror e di musica Heavy Metal? Che prima o poi nella vita scoprite l’esistenza di un cult come “Morte a 33 giri” che proprio oggi, 30 anni fa usciva in Italia e oggi siamo qui per celebrarlo, quasi quasi scrivo tutto il post al contrario, ni erono led mlif… No, troppo un casino, limitiamoci al classico metodo!

Se festa dev'essere, che sia ben fatta, quindi non perdetevi l’assolo di chitarra del Zinefilo!



Non ricordo esattamente quando ho visto la prima volta “Morte a 33 giri”, inventivo titoli italiano, che decide di tradurre così l’originale “Trick or Treat”, per porre l’attenzione più sull’elemento Metallaro del film, che sulla festa di Halloween che per anni qui da noi era solo una cosa che si vedeva negli Horror. Quasi sicuramente devo averlo trovato nella mia videoteca di fiducia, quella di cui vi ho già parlato, perché ricordo molto bene la VHS con il vinile in copertina.

Sulla copertina di una VHS questa fa ancora la sua sporca figura!
Sicuramente sono corso a rivedermelo in piena adolescenza, dopo aver scoperto la musica Rock e tutte le sue declinazioni, fino al Metal che è stato parte integrante della mia adolescenza. Ora che ci penso, non ero tanto diverso da Eddie, detto Ragman, il ragazzino protagonista di questo film, solo che a differenza sua, non ho mai avuto problemi con i bulli. Beh, se per questo non ho nemmeno mai avuto un cantante Metal defunto che comunicava con me attraverso un disco da ascoltare al contrario!

Vi ricorda qualcuno? Voi ed io alla sua età, ecco chi!
Mi ha fatto piacere rivedermi “Morte a 33 giri” per la festa dei suoi primi trent’anni, a rivederlo ora sembra il manuale del perfetto B-Movie, è strapieno di passaggi ben poco logici, è datato nel suo rappresentare il movimento Heavy Metal al suo meglio e, in generale, non è certo un capolavoro, ma allo stesso tempo è talmente mitico, pieno di personalità e trovate azzeccate, da meritarsi un posto tra i Bruttissimi di Rete Cassidy!


L’intento di questa non-rubrica è sempre lo stesso: parlare di quei film oggettivamente brutti, ma con carattere, non è una celebrazione del brutto fine a se stessa, ma un modo per ricordarci che quasi qualunque cosa al mondo, risulta migliore se sollevi le manine in aria, le usi per fare il gesto universale delle corna e spari il metallo a volumi criminali!

So che la questione del bullismo oggi è un argomento caldo più che mai, non pretendo di conoscerne le dinamiche perché, per mia fortuna, ho superato l’adolescenza quasi indenne da tempo (sospirone di sollievo! La scuola superiore era la mia personale idea di inferno), ma ai miei tempi c’era decisamente meno ansia generale riguardo a questa faccenda, io, ad esempio, non ho mai avuto problemi, perché ho sempre riconosciuto il valore di un bel calcio nelle palle dato al momento giusto e poi essere uno dei più alti della mia classe, andare in giro vestito di nero, avere la voce da orco delle favole e la faccia da Serial Killer che solo la prospettiva di quattro ore di Elettrotecnica ti può regalare, a suo modo, aiuta il fatto che nessuno abbia poi davvero voglia di romperti i maroni.


"Magari questo libro di Elettrotecnica, letto altro contrario, potrebbe avere più senso..."
Eddie Weinbauer detto Ragman (Marc Price) non ha la stessa fortuna, è il classico studente Metallaro tutto zazzera incolta e magliette truci di gruppi che ama solo lui, il problema è che viene perseguitato dal peggiore cliché di bullo scolastico, come può esistere solo nei film americani, un Flash Thompson qualunque insomma, che con i suoi compari si diverte a tormentarlo, con metodi estremamente complicati per l’epoca, tipo lanciare la sua cassettina di musical Metal preferita nella palestra dove le ragazze giocano a pallavolo e poi con una mossa Ninja, sfilargli l’asciugamano lasciandolo chiappe al vento a beccarsi una bordata di risate.

Nel 1986 non esistevano gli Smartphone e la mania di mettere in rete di tutto, quindi pensate che sfiga quando una delle ragazze tira fuori una Polaroid ed immortala il nudo di Eddie, no sul serio? Quante possibilità potevano esserci che una che va ad allenamento di pallavolo si porti dietro una Polaroid?

Bisogna anche dire che ‘sti bulli sono anche parecchio stronzi, una cosa è scipparti l’asciugamano lasciandoti come mamma ti ha fatto, un altro paio di maniche è gettare Eddie in acqua con tutti i vestiti e un peso dentro lo zaino, per poi lamentarsi se la carina di turno Leslie (Lisa Orgolini) si tuffa per salvarlo da una morte orribile. Cavolo, c’è gente che non ha proprio il senso dell’umorismo!


"Balla maglietta, chi sei Batman?" , "Sempre meglio dei vostri ciuffi da Spandau Ballet".
Ora, se fosse un film moderno, Eddie si suiciderebbe malamente, ma prima spedirebbe 13 cassettine Metal infamanti ai suoi bulli per avere vendetta, come se fosse una Hannah Baker qualunque, ma siccome ai tempi eravamo tutti molto più pratici, fa la cosa più sensata: scrive una lettera al suo mito, Sammi Curr cantante Metal talmente estremo che pure Marylin Manson ha paura ad ascoltarlo, uno di quello che con le sue canzoni e le sue performance sul palco fa gridare alla signore Lovejoy di questo mondo “I bambini! Perché nessuno pensa ai bambini!” (Cit.)

Cazzo te ne frega Ragman, guarda Sammi Curr, lui è uscito dalla tua stessa scuola, ha mostrato il medio a tutti questi fighetti ed ora è un grande, anzi, sta per tornare a suonare proprio nel suo vecchio liceo la notte di Halloween (chiamata “la notte delle anime” dal doppiaggio italiano, giusto per dirvi di quanto allora la festa fosse sconosciuta in uno strambo Paese a forma non di zucca, ma di scarpa), quindi chissene: Metal!!


Come nella migliore tradizione della copertina dei dischi metal.
Peccato che siccome negli anni ’80 non esisteva nemmeno Internet a darti certe brutte notizie, la mattina dopo Ragman guardando distrattamente la tv scopre che Sammi Curr è morto in un incendio e per sfogare la sua rabbia il ragazzo si mette a devastare un capitale in poster appesi in camera, roba da far venire un infarto ad un appassionato di musica, tutti li strappa! Quello di Dee Snider, degli Anthrax, dei Mötley Crüe, dei Judas Priest, ma quello di Sammi no, anche perché dalla foto lo guarda con la faccia di chi dice “Ti sacrifico all’anticristo se anche solo fai un orecchia al mio poster”.

Se vi sembra strano che un controverso divo del Rock volesse andare a suonare in un piccolo liceo, sappiate che i momenti “MACCOSA” non terminano certo qui, un'altra cosa che i film americani ci hanno insegnato, è che nei licei ci sono i DJ scolastici, quello della scuola di Ragman si chiama Nuke ed è interpretato da, robetta… Gene Simmons dei KISS.

Gene Simmons, Dio del tuono e del Rock and Roll!
Gene Simmons è stato contattato per interpretare il ruolo di Sammi Curr, ma ha preferito il piccolo ruolo di Nuke, in omaggio ad uno dei suoi idoli, il celebre DJ rock Wolfman Jack, quello che era già stato omaggiato in “American Graffiti” (1973) di George Lucas, sapete chi interpretava la parte dello sfigatello Terry "il rospo" Fields in quel film? Charles Martin Smith che, guarda caso, è anche il regista di “Morte a 33 giri”, ma magari lo ricordate anche per il ruolo di Oscar Wallace nel bellissimo “Gli intoccabili” (1987) di Brian De Palma.

Cosa fa Gene Simmons per consolare Ragman? Se lo porta in concerto con i KISS? No, gli regala il master di un vinile inedito di Sammi Curr, che vorrebbe trasmettere in onore al cantante, proprio a mezzanotte della festa di Halloween, ma sai che c’è Ragman? Prendilo tu, io ho una copia.


Spin, spin, spin the black circle (Cit.)
Ora, se i poster strappati dal ragazzo valevano un capitale, potete immaginare il valore di un disco inedito di una Rockstar morta giovane (e malamente), vogliamo dire che è un po’ improbabile che finisca nella mani di un ragazzino? Vabbè, il bello è che Ragman non solo ascolta il disco a ripetizione, ma facendolo giare sul piatto al contrario (irresistibile) sente una strana voce che si convince sia una messa proprio per lui e forte di questa rivelazione sfida i bulli.

Invece di finire scuoiato vivo per scherzo (considerando il precedente scherzo della piscina, non mi sarei aspettato nulla di meno) Eddie ha la meglio sui suoi aguzzini e comincia a rialzare la testa, il disco maledetto non si limita più a mandargli criptici messaggi, ma apre un canale diretto di comunicazione tra lui e Sammi Curr, tipo l’opzione “You & Metal Me”, minuti illimitati verso la vostra rockstar preferita, anche se si trova all’inferno.


"Si ciao, sono io Sammi, come stai? Qui sotto fa un gran caldo...".
Qui accade tutto quello che vi potete immaginare: Ragman che fa il grosso, la carina e l’amico del cuore del ragazzo che si preoccupano per lui e la voce di Sammi, che riprodotta su troppe copie su cassetta fatte da Eddie, inizia a seminare morti ammazzati uno dopo l’altro.

Non so se mi piace di più la scena in cui la biondina che il bullo cerca di orizzontalizzarsi sul sedile posteriore dell’auto, ascoltando in cuffia una copia della cassetta, viene avvolta da un misterioso fumo verde (prima) e poi aggredita da una specie di lucertolone diabolico (dopo). Sembra l’equivalente Metal della pubblicità dell’AIDS con l’alone viola, manca solo un cameo di vostra nonna che spunta sventolando un dice dicendo cose tipo “E’ la musica dello demonio!”.

Sembra la pubblicità progresso contro l'abuso di Heavy metal.
Distrutte con una certa fatica le copie delle cassette e il vinile originale ("Cos'hai fatto al tuo stereo", “Ne volevo uno nuovo") il film deve inventarsi qualcosa per portare avanti la trama, quindi fa una scelta stramba che trova una sua logica soltanto ragionandoci sopra. Sammi Curr esce direttamente da uno degli amplificatori Marshall di Eddie, sotto forma di sfigurato Babau capace di controllare la corrente elettrica, spara fulmini, si muove attraverso il sistema elettrico, insomma diventa il cattivo di “Sotto Shock” di Wes Craven.

Questo non lo faceva nemmeno l'amplificatore degli Spinal tap!
Ora pensateci, sembra una cazzata per rivitalizzare la trama, però ha una sua logica, è un tentativo di trasformare Sammi Curr in una maschera horror, che uccide la notte di Halloween alla Michael Myers, in fondo, poi, senza elettricità non si potrebbe mai suonare l’Heavy Metal, no? Non vi ho convinti? Vabbè, allora parliamo degli effettivi meriti del film.

“Trick or Treat” rende onore al movimento Heavy Metal giocandosi oltre a Gene Simmons, anche un cameo di Ozzy Osbourne, in un'ironica comparsata nei panni di un reverendo televisivo, difensore degli antichi valori e contrario al degrado della musica Metal (proprio lui, ottima scelta!), inoltre riesce ad unire una trama Horror comunque piuttosto convenzionale, ad un omaggio al Metal come lo si poteva intendere solo da ragazzini.

Non riesce a parlare, sta ancora inghiottendo un'ala di pipistrello.
Un modo per ribadire la propria diversità, per dare sfogo alla rabbia adolescenziale e per distinguersi dalla massa omologata, nel fare questo Charles Martin Smith azzecca il ritmo giusto della storia, senza mai un tempo morto e tutte le facce giuste, a partire da quella di Marc Price, che è l’amico metallaro che avevate da ragazzi e se non ne avevate uno, è solo perché eravate VOI l’amico metallaro di qualcuno.

Ma dove “Morte a 33 giri” piazza il suo colpo più duro, è proprio azzeccando in pieno il personaggio di Sammi Curr, che è un po’ Alice Cooper, un po’ Ozzy Osbourne (con serpente al posto dei pipistrelli) e un po’ un cantante di una Hair Band a vostro piacimento, vogliamo direi i W.A.S.P.? Ecco diciamo loro, anche perché Blackie Lawless leader dei W.A.S.P. è arrivato a tanto così da interpretare Sammi Curr.


Comunque si carica molto più velocemente del vostro iTelefono.
L’affare è saltato perché non si trovava un accordo con la casa discografica, per l’utilizzo della canzoni del gruppo, in soccorso del film sono arrivati i Fastway, band britannica fondata nel 1982 da Eddie “Fast” Clarke in fuga dai Motörhead e dall’ex bassista degli UFO Pete Way, così sapete anche l’origine del nome del guppo.

I Fastway, invece di un paio di pezzi per il film, si fanno prendere la mano e come i Queen per Flash Gordon, compongono un intero disco, intitolato appunto “Trick or Treat”, che è una figata pieno di pezzi che vi si piantano in testa come la titletrack oppure la fighissima “After Midnight”, ma non sottovalutate nemmeno “Get Tough” che descrive alla perfezione la voglia di rivalsa del protagonista del film.

Sfiga! Blackie Lawless di cantare i pezzi altrui non aveva nessuna voglia, quindi senza nessuno ad interpretare Sammi Curr, il film si gioca il definitivo colpo del KO, ovvero affidare la parte al ballerino professionista Tony Fields, uno che probabilmente non ha mai cantato nemmeno sotto la doccia, esperienza a suonare una chitarra elettrica? Zero, eppure quando entra in scena si mangia il film!


Dita che fanno scintille... E non è tanto per dire!
Nella scena del concerto a scuola, Tony Fields evidentemente posseduto dallo spirito del Rock è micidiale, batte il ritmo della batteria con il pugno (guantato) sui pantaloni di pelle, Charles Martin Smith trasforma tutto nel video Rock di cui ogni cantate vorrebbe essere protagonista e Fields piazza zompi e capriole che stanno a metà tra quelli di David Lee Roth e un atleta marziale di più che discreto livello. Sì, ok, poi si mette a disintegrare ragazzini sparando fulmini, ma vabbè sono dettagli cavolo, vi manca proprio il senso dell’umorismo!

Insomma, “Morte a 33 giri” è invecchiato come i cantanti Metal di cui avevamo il poster in camera da ragazzini, ma allo stesso modo quando inizia a fare sul serio e alza il volume a livello “Terremoto” risulta comunque divertentissimo. Tanti auguri per i tuoi primi 30 anni, quasi quasi per festeggiare me lo riguardo…  Mandando il nastro della VHS al contrario!

18 commenti:

  1. Mamma mia che sabato mattina! Mi hai tirato fuori dal mazzo questo jolly che avrò visto una vita fa (30 anni? No dai, facciamo 25...) ma che mi ricordo perfettamente. Ovvio che all'epoca non potevo riconoscere Ozzy, Simmons e il resto della cumpa ma il film fu qualcosa di folgorante! (HaHaHa! Battutona!).
    Semplicissimo, strapieno di cliché ma tutto funziona alla grande, ha un ritmo invidiabile e tutti i personaggi sono per-fet-ti. Un cult assoluto spesso dimenticato. Infatti anch'io me l'ero praticamente scordato ma appena l'hai nominato... Zack! Tutto in testa come l'avessi visto ieri. Grazie Cassidy per questa chicca!

    P.S.: domanda bonus. Perché l'effetto dei fulmini già da 30-35 anni é perfetto (Sotto Shock, Grosso Guaio a Chinatown, questo film,...), mentre per fare altre cose (tipo questa nebbia o il fuoco in molti altri film anche odierni) la resa fa ridere? È così "facile" fare l'effetto fulmine?

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Avevo promesso una festa rumorosa, eccola ;-) Morte a 33 giri é un titolo di culto per un paio di generazioni, una volta film così potevano diventarlo oggi sarebbe impossibile. Interessante questione, secondo i fulmini hanno una specie di convenzione visiva. In fondo un fulmine in natura non é proprio una scia bluastra, però al cinema viene mostrato così. Il fuoco ad esempio che é una cosa che conosciamo tutti é più difficile (o costoso) da rappresentare in maniera credibile. Cheers!

      Elimina
  2. Era uno dei film nel calderone di Zio Tibia, lo ricordo perfettamente.
    Fu l'anno anche in cui uscì Ammazzavampiri.
    Estate del 1989 o giù di lì.
    Di quel ciclo non me ne persi nemmeno uno e Morte a 33 Giri era uno di essi.
    Lo ricordo con piacere, ma i miei favori erano per altri. :-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Assolutamente si, esce da quel mitico gruppo di film e una volta di questa un post su "Ammazzavampiri" ci vuole per forza! ;-) Morte a 33 giri é un perfetto B movie gli si vuole bene anche per questo. Cheers!

      Elimina
  3. Lo voglio rivedere è da troppo tempo che non lo faccio, e non sapevo del trentennale, sennò ci avrei pure pensato mannaggia! Da quel che ricordo, comunque, lo avevo adorato parecchio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chiedo venia, ho dimenticato di avvisarti, prometto di non ripetere l'errore per le prossime feste. Te la consiglio una divisione, é invecchiato ma ancora funziona ;-) Cheers!

      Elimina
  4. Stranamente il mio amore per la musica metal è nato quando ormai ero già un adulto fatto e finito... Sarà per questo che non mi ricordo di questo film! E il bello è che il disco dei fastway ce l'ho pure...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il disco dei Fastway é ottimo, pochi pezzi tutti ad alto voltaggio e incredibilmente orecchiabili, conoscendo già quello dovresti proprio vedere il film, é molto divertente penso che ti piacerà ;-) Cheers!

      Elimina
  5. Non lo conoscevo, ma mi hai fatto quasi venire voglia di recuperarlo.
    Anche se, non avendolo vissuto all'epoca, ora potrei trovarlo solo brutto brutto in modo assurdo e basta. :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ormai é davvero fuori tempo massimo, eppure la componente musicale funziona ancora la scena del concerto é una figata, se ti piace il Metal aiuta certo altrimenti resta un gustoso B movie ;-) Cheers!

      Elimina
  6. Mitico! Sammi Curr sarebbe orgoglioso di come l'abbiamo festeggiato ^_^
    Al di là del metal, anch'io ho rabbrividito alla scena in cui strappa i poster: non so oggi, ma all'epoca oltre che costosi erano dannatamente rari! Non è che andavi al "negozio di poster", dovevi stanare quello che li aveva e spesso ti chiedeva cifre assurde. Nel '91 o giù di lì comprai per corrispondenza un poster di Kickboxer di Van Damme che mi costò molto più del film!
    La scena del concerto finale è un mito e infatti entrò di peso in una delle sigle delle notti horror di Italia1: credo che non esista qualcuno giovane all'epoca che non si vedesse quei film ;-)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Dobbiamo solo sperare che non esce da qualche amplificatore ;-) Sul serio altri tempi, quelli di film erano davvero costosi e difficili da trovare mentre quelli musicali o sportivi? Lasciamo perdere, quello di Kickboxer poi che era cinefilo\sportivo ci credo tu lo abbi pagato un occhio della testa! Si hai ragione era anche nella sigla, cu credo sembra il videoclip rock che qualunque artista vorrebbe ;-) Cheers!

      Elimina
  7. Visto al cinema! Pazzesco se pensi a come gente come Gene Simmons e Ozzy si divertissero a prendersi per il cujo da soli... poi però mi vengono in mente ben altre tresciate e me ne facciuo una ragione...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Decisamente meglio qui Ozzy che in quella serie Tv che faceva, almeno qui si prendeva in giro in maniera consapevole! Gene si é conservato meglio dai ;-) Cheers!

      Elimina
  8. Che dire? Un film che definire mitico è riduttivo, una pellicola che ha segnato l'infanzia e l'adolescenza di molti di noi...e poi come dici giustamente tu, horror ed heavy metal sono un connubio di sicuro successo...Sempre eccezionale Bro'!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Se esiste un titolo di culto é sicuramente questo, per altro circoscritto ad un paio di generazioni e ai fanatici del Metallo, ma chi lo conosce lo ricorda con affetto. Grazie mille Bro! ;-) Cheers!

      Elimina
  9. Ennesimo cult personale che recensisci.C'e' l'ho in dvd ma merita al piu' presto una visione in alta definizione
    Alcuni pezzi della soundtrack sono presenti nel mio mp3 da tempo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Bene sono contento di aver centrato un altro film di tuo piacimento ;-)La colonna sonora é fighissima mi piace ascoltarla in cuffia e per scrivere il pezzo è stata fondamentale ;-) Cheers!

      Elimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...